Se siete appassionati di storia, arte, e tutto ciò che riguarda il passato, ma non solo, tutto ciò che in qualche modo possa esprimere, o sia in grado di far vivere emozioni legate all'identità di una località o di una città, siete entrati nella sezione giusta. Infatti ci proponiamo, in questo spazio, Visitare Rimini, tutto quello che questa antica città Romana, Ariminum (come la chiamarono gli antichi Romani), è in grado di offrire ai propi turisti che vogliono scoprirne le origini e la cultura.
Se vi piace visitare ma non sapete da dove iniziare, per la stupenda Rimini, troverete qui ottime indicazioni su monumenti, chiese, castelli, arte, ponti, piazze e su tutto ciò che rende Rimini una città davvero fantastica che sa appagre anche i turisti più assetati di storia e arte, dall'epoca dei Romani fino ai nostri giorni.
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Del Castello, fatto costruire nel Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta, è superstite il solo nucleo centrale. Sigismondo ne iniziò la costruzione il 20 marzo del 1437, penultimo mercoledì di quaresima, alle ore 18.48 giorno, ora e minuto probabilmente erano fissati da un oroscopo predisposto con cura dagli astrologi di corte.
Divenuti vassalli dei Malatesta, gli Agolanti furono per lungo tempo considerati signori del contado di Arcione.
E' un piccolo nucleo di origine medievale, il quale, oltre ad essere una splendida terrazza sulla riviera riminese, offre anche immagini paesaggistiche e naturalistiche.
Quasi settecento anni ci separano dal momento in cui è ricordata per la prima volta la cilnta muraria del castello di Coriano.Allora nell'anno 1328, il castrum Coriliani era di proprietà della Curia di Ravenna che nel 1356 lo cedette alla famiglia dei malatesta.
L'impianto urbanistico è rimasto quello medioevale, il terrapieno è circondato da forti mura fiancheggiate da torrioni, all'interno si sviluppa l'intero borgo fatto di viuzze su cui si affacciano gli edifici principali e le casupole.
Le vicende storiche del Comune, facente parte della Signoria dei Malatesta, sono testimoniate dai tre borghi fortificati presenti sul territorio: dalla piccola frazione di Agello di cui, purtroppo, non rimangono che poche vestigia, alla fattoria fortificata di Castelleale dove, come testimonia il nome stesso, ebbe i natali Leale Malatesta.
Costruito nel 1338 dal vescovo riminese Leale Malatesta.La vicina chiesa parrocchiale conserva alcune tele dell'artista riminese Giovan Battista Costa.Raro esempio di insediamento rurale fortificato: restano poche tracce della struttura medioevale.
E' scavata al secondo livello del centro abitato e presenta una struttura complessa e monumentale, un lungo asse ed uno più piccolo si fondono componendo una croce.
Rappresentano un complesso carsico di notevole valore la cui esplorazione scientifica completa, effettuata dallo speleologo Quarina, risale al 1916. Un fiumiciattolo sotterraneo ha scavato queste rocce gessose dando luogo a cunicoli, stanze, anfratti che si sviluppano nel sottosuolo per circa 750 metri complessivi.
Nella parte orientale del colle Giove, su cui si erge Santarcangelo,vi sono circa 160 grotte di origine misteriosa che formano una vera e propria città sotterranea, su tre livelli.
Si tratta senza dubbio di uno degli edifici storici più interessanti di tutto il territorio della Signoria malatestiana. E' un complesso in cui è possibile leggere ancora con chiarezza gli interventi subiti nel corso di secoli, da quelli più strettamente militari a quelli finalizzati all'adattamento di dimora nobiliare.
La rocca negli anni '70 è stata oggetto di un ampio intervento di rifacimento. Della fortezza di epoca malatestiana che, insieme a quella di Verucchio formava un vero e proprio sbarramento sulla valle, restano la porta d'accesso, due torrioni circolari, la cisterna, parte delle mura e del maschio.
E' una delle più grandi e meglio conservate fortificazioni malatestiane che ha visto il sovrapporsi e l'integrarsi di diverse parti architettoniche che vanno dal XII al XVI secolo. E' detta anche Rocca del Sasso per la sua posizione all'apice dello sperone di roccia che sovrasta il paese e domina tutto il territorio circostante.
Si tratta di una fortezza con residenza ancor oggi appartenente alla nobile famiglia Colonna. Nel 1447, durante la signoria di Sigismondo Pandolfo la rocca assunse l'aspetto che ancora oggi mantiene. Venne notevolmente ridotta l'altezza del mastio (costruito nel 1386) e vennero realizzati tre forti torrioni poligonali posti agli angoli dell'edificio principale. In tal modo, la difesa della rocca venne rafforzata per resistere all'attacco delle prime armi da fuoco.
Un tassello fondamentale della linea difensiva della Signoria malatestiana, strategico per mantenere il controllo sui pericolosi castelli vicini e sui movimenti di truppe dei Montefeltro. La struttura esterna della Rocca è ben leggibile, saldamente appoggiata su un potente muro a scarpa e dotata di una elegante merlatura ghibellina.
Chi risale lentamente il primo tratto della Valconca, a pochi chilometri dal mare distingue chiaramente su un poggio il profilo caratteristico di Saludecio, un piccolo borgo, oggi comune della provincia di Rimini, costituita da campanili, torri e mura.
Le due torri portaie del castello risalgono al periodo 1438 – 1442 durante il quale Sigismondo Pandolfo dè Malatesti fortificò l'antico insediamento duecentesco. Una di esse (quella a nord) fu abbattuta nel 1854, l'altra è integra e, sapientemente restaurata, svetta sulla piazza principale con i suoi 24 metri di altezza.
Montescudo: il nome più antico di Montescudo è Rio Alto forse perché ai suoi piedi scorrono il Conca ed il Marano; in seguito diventò Mons Scutulus, Montescudolo, Montescutello ed infine Montescudo.Le origini non sono ben note; si pensa ai Celti ,agli Etruschi
La città di Santarcangelo ha origini molto antiche. Secondo gli storici il primo insediamento sorse intorno al 268 a.C., anno della fondazione di Rimini e portava il nome di "Pagus Acervolanus" o "Acervolanus".Intorno alla metà del VI sec. d.C. Santarcangelo divenne parte dell'esarcato ravennate, sotto il cui dominio rimase fin verso la metà del secolo VIII.
Posta su un picco che controlla il territorio circostante e consente di effettuare segnalazioni a tutta una serie di punti di guardia.Il luogo è ovviamente panoramico e i resti della torre originaria sono stati recentemente restaurati.
Dopo le invasioni e le ruberie dei pirati turchi negli ultimi anni del XVI secolo, lo Stato Pontificio decise finalmente di costruire un serie di torri, lungo la marina, dal Tavollo fino a Bellaria, per difendere gli abitanti della costa.
Sono tre edifici elementari di pianta quadrata di circa 4 m di lato con sviluppo verticale su tre piani.
Secondo la tradizione il santo ha percorso questi luoghi nel maggio del 1213. Durante il percorso verso Rimini si sarebbe fermato in una selva ai piedi del colle di Verucchio, dove sorgeva un piccolo romitorio dedicato alla Santa croce, e qui avrebbe compiuto alcuni miracoli e avrebbe piantato e fatto rinverdire il suo secco bordone di cipresso.
La struttura della abbazia è ancora leggibile, qualche edificio mantiene i tratti antichi inglobati però in un complesso fortemente rimaneggiato. Il tutto si trova a qualche km dal centro attuale, sulla strada che porta a Cattolica.
Santuario della Beata Vergine delle Grazie : Un santuario famoso in tutta la zona ancora oggi molto frequentato dai devoti. Dalla costruzione originale - il culto risale al 1548 - rimane quasi nulla ma all'interno c'è un bel quadro raffigurante l'apparizione della Madonna dipinto da Pompeo Morganti da Fano nel 1549. Notevole lo sfondo della pittura che rappresenta il castello di Montegridolfo e le campagne circostanti.
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