Pesaro e Urbino hanno tanto da offrire sul piano culturale e storico, Ecco perchè abbiamo creato la sezione Visitare Pesaro e Urbino, per offrirvi la possibilità di conoscere le beltà di queste fantastiche zone. Molto famoso è il palazzo Ducale, che ogni anno è obbiettivo di tanti visitatori, nonchè che si trova nell'omonima via e in cui si riscoprono tante cose su questo grande pittore.
Visitare Pesaro Urbino è pertanto lo spazio dedicato ai monumeti, ai musei, all'arte, alle chiese, alle rocche e a tutto ciò che può arricchirvi sul piano culturale e storico, che può farvi apprezzare le radici di questi luoghi meravigliosi.
Foto by http://www.flickr.com/photos/deano/
Gradara è un suggestivo borgo medioevale cinto da una lunga cortina di mura merlate e turrite che circondano la maestosa rocca malatestiana la quale, secondo la tradizione, vide consumarsi nelle sue stanze la mitica storia d'amore tra Paoloe Francesca, della quale si occupò anche Dante nel V canto dell'Inferno.
Palazzo Ducale Urbino: Splendida corte rinascimentale, ma anche residenza fortificata rispetto al sottostante piano del Mercatale, raggiungibile attraverso la grande rampa elicoidale ideata da Francesco di Giorgio Martini (rampa che poneva in comunicazione la residenza montefeltresca con le stalle della Data e l’esterno delle mura), il grandioso ‘palazzo in forma di città’ non ha qui bisogno di presentazione tanta è la sua notorietà.
Palazzo Ducale Urbania: A Casteldurante, l'odierna Urbania, esisteva una rocca, da tempo abbattuta, eretta dai Brancaleone e ubicata lungo l'ansa settentrionale del fiume Metauro. A ridosso del greto fluviale rimane invece oggi la monumentale residenza ducale dei Montefeltro, con il suo lungo fronte scarpato a strapiombo.
Rocca Sassocorvaro: La rocca, opera di straordinaria importanza, fu fatta costruire attorno ad un preesistente fortilizio per ordine del Duca Federico Da Montefeltro. Venne commissionata nel 1475 all'illustre architetto senese Francesco di Giorgio Martini dal Conte Ottaviano degli Ubaldini al quale poco prima il Duca Federico aveva concesso Sassocorvaro in Signoria.
Così denominata da Costanza Sforza, succeduta nel 1473 al padre Alessandro nella signoria della città, è una tipica rocca concepita secondo le esigenze di una città di pianura, addossata (ma non ancorata) ad uno dei vertici del grande quadrilatero delle mura urbiche di epoca malatestiana.
Più palazzo fortificato che rocca è indubbiamente l'antica residenza dei conti Oliva, nonostante lo sperone superstite della precedente fortezza e la massiccia torre quadrata sullo spigolo occidentale, assieme alle merlature ghibelline, ai beccatelli, alle caditoie e alle feritoie superstiti che ne caratterizzano l'aspetto.
Descritto come "un bel palazzo a guisa di rocca", la sua funzione primitiva fu quella militare a difesa dell'abitato su cui domina tuttora con la sua struttura massiccia, anche se decurtato di un intero piano rispetto alla sua fisionomia originaria.
Situata all'estremità nord-orientale dell'antica cinta muraria, aveva al suo vertice angolare un'imponente torre di vedetta, il Mastio, vittima della barbarie degli uomini in guerra (1944). Alle massicce fondamenta della superstite base scarpata si riallaccia oggi quanto resta dell'antico camminamento merlato che corrisponde verso l'interno all'area occupata dalla cosiddetta Rocchetta.
L'antica denominazione di 'rocca e casa' meglio rende l'idea della funzione e dell'importanza della costruzione. Il luogo dove sorge, infatti, fu importante fin dai tempi dei Malatesta ai quali va fatto risalire il consolidamento della rocca e l'ampliamento della cinta murata.
La mole fortificata, che domina la città dall'alto del cosiddetto Pian del Monte, fu realizzata nella seconda metà del XIV secolo per volontà del cardinale Egidio Alvares de Albornoz, cui si deve la riorganizzazione dei territori marchigiani appartenenti allo stato della Chiesa.
Tra le opere di fortificazione realizzate da Francesco di Giorgio Martini nelle Marche, la rocca di Cagli costituisce un episodio progettuale di grande rilievo, sia per la complessità dell'intervento, che per la qualità formale raggiunta.
Situata alla sommità del colle di Sant'Aldebrando, entro il recinto della "cittadella" che domina l'abitato, la Rocca di Fossombrone costituiva uno dei caposaldi del sistema fortificatorio del ducato di Urbino, a controllo della media valle del Metauro e della via Flaminia.
Posta a difesa del versante appenninico, ai confini meridionali dello stato di Urbino, si distingue per la singolare conformazione a vascello dotata di un puntone in luogo di prua. L'aspetto attuale è il risultato delle trasformazioni e dei diversi passaggi di proprietà che si sono succeduti a partire dal secolo XI, epoca cui risalgono le prime strutture fortificate
La rocca di Mondavio costituisce ancor oggi una delle più interessanti testimonianze dell'attività progettuale di Francesco di Giorgio Martini nelle Marche. Giunta fino a noi in ottimo stato di conservazione, venne costruita per Giovanni della Rovere assieme a quella della vicina Mondolfo, purtroppo rasa al suolo nella seconda metà del XIX secolo, e risale con ogni probabilità alla fase più tarda dell'attività progettuale dell'architetto senese, forse all'ultimo decennio del XV secolo.
In suggestiva posizione, alle pendici del Monte Nerone, il borgo castellano di Piobbico fu a lungo feudo dei Brancaleoni, potente famiglia signorile che estese il proprio dominio a tutta la Massa Trabaria, prima di confluire nell'orbita dei Montefeltro (XV secolo). Il castello, che si erge sullo sperone roccioso, dominando il sottostante Borghetto, deriva dalla trasformazione di un primitivo fortilizio duecentesco di cui restano tracce visibili nel portale d'accesso e nelle strutture murarie dell'ala nord-orientale.
La posizione strategica del centro di San Costanzo, cresciuto lungo la strada di crinale che unisce Mondavio e Orciano a Mondolfo, ne segnò i caratteri dello sviluppo e i destini di centro fortificato.
Importante postazione militare ai confini settentrionali del Ducato di Urbino, la rocca domina la valle del Marecchia dall'alto dello strapiombo naturale del Sasso del Lupo, uno dei tanti massicci calcarei che caratterizzano il paesaggio del Montefeltro.
Forse la più conosciuta e celebrata tra le fortezze del Montefeltro, la rocca di San Leo svetta, in posizione imprendibile, alla sommità di una cuspide rocciosa che sovrasta l'abitato omonimo e domina la valle del Marecchia.
Rimini
Forlì Cesena
Ravenna
Bologna
Pesaro Urbino
Ancona
Scrivi Indirizzo:
Ad Esempio: Via Roma, 1 Riccione