Tra i Riminesi che si resero celebri, oltre a quelli ricordati nelle pagine precedenti e seguenti, segnaliamo: Gozio de' Battagli (1270 - 11348), cardinale, teologo e giureconsulto; Guido Vernani da Rimini (?-1348?), teologo, lettore nello Studio di Bologna, autore della più antica opera scritta in contrapposizione alla Monarchia di Dante;
Gregorio da Rimini (1278-1358), Maestro Generale degli Agostiniani, teologo, tenne cattedra in Parigi col nome di Doctor authenticus; Roberto Valturio (1405-1475), trattatista militare; Roberto degli Orsi (?-1496?), poeta in latino e volgare, giureconsulto, amico di Marsilio Ficino; Aurelio Augurelli (1441-1525), scrittore di eleganti versi latini e precettore del Bembo; Michelangelo Tonti (1556-1622), cardinale, arcivescovo di Nazaret, fondatore del Collegio Nazareno in Roma; Alessandro Gambalunga (1553 ?-1619), giureconsulto, fondatore della Biblioteca civica; Cesare Clementini (1561-1624), primo a scrivere un'intera storia di Rimini; Giovanni Bianchi, conosciuto col nome di Jano Planco (1693-1775), anatomista, archeologo e letterato; Giovan Francesco Buonamici (1692-1759), pittore e architetto; Gian Battista Costa (1697-1767), pittore; Giuseppe Garampi (1725-1792), cardinale, archeologo e diplomatico; Francesco Maria Banditi (1706-1796), Maestro Generale dei Teatini, cardinale; Giovanni Antonio Battarra (1714- 1789), naturalista lodato dal sommo Linneo; Giuseppe Soleri Brancaleoni (1750-1806), pittore; Aurelio de' Giorgi Bertola (1753-1798), letterato e poeta; Francesco Bonsi (17221802), restauratore della veterinaria in Italia; Francesco Gaetano Battaglini (1753-18IO) ed Angelo Battaglini (1759-1842), storici; Daniele Felici (1756-1836), ministro degli Interni della Repubblica italiana; Luigi Domeniconi (1786-1863), attore e capocomico, prescelto da Silvio Pellico per la parte di Paolo nella prima rappresentazione della Francesca da Rimini; Luigi Pani (1775-1850), giureconsulto, uno dei delegati alla Consulta di Lione, « Padre della Patria»; Maurizio Brighenti (1793-1871), ingegnere e idraulico, accademico dei Lincei; Luigi Matteini (1803-1874), naturalista, archeologo, poliglotta, fondatore del Museo di storia naturale, purtroppo completamente distrutto dalla guerra; Luigi Tonini (1807-1874), storico per antonomasia della città; Carlo Tonini (1835-I907), figlio del precedente, storico e. letterato; Alessandro Serpieri (1823-1885), astronomo, sismologo, primo maestro di Giovanni Pascoli; Enrico Bilancioni (1808- 1888); medico, epigrafista, latinista; Guglielmo Bilancioni (1836-1907), pittore; Amintore Galli (1845-1919), musicologo e compositore; Alfredo Panzini (1863-I929), letterato, nato a Senigallia da padre riminese e dimorante per molti anni nella nostra città; Pasquale Boninsegni (1869-1939), economista, successore all'università di Losanna nella cattedra di Vilfredo Pareto; Guglielmo Bilancioni (1881-1935), titolare dal 1924 al 1929 della cattedra di otorinolaringologia nell'ateneo di Pisa e poi direttore della clinica otorinolaringoiatrica di Roma, medaglia d'oro al merito clinico.
Puoi accedere alle singole schede dettagliate dei seguenti personaggi illustri di Rimini:
Santa Innocenza (c. 285-300): Di nobile famiglia, nacque a Monte Tauro, nell'entroterra riminese, intorno al 285. Nell'anno 300 l'imperatore Diocleziano, passando per Rimini, convocò un folto gruppo di cristiani; notò, tra costoro, la giovane e bella Innocenza e le fece delle proposte che la fanciulla respinse, proclamando orgogliosamente la sua fede.
San Gaudenzio (?-360):Secondo la tradizione, nacque ad Efeso. A Roma fu battezzato, ordinato sacerdote e consacrato vescovo. Inviato a Rimini come pastore, combattè vigorosamente i residui di paganesimo e l'eresia. Partecipò al concilio di Rimini del 359, convocato per condannare Ario; allorchè se ne profilò la vittoria, Gaudenzio, con altri diciassette vescovi, abbandonò il concilio e si ritirò alla Cattolica.
Francesca da Rimini.
Non c'è mente umana che ignori questi mirabili versi e quelli che seguono (In/., V, 76-138), e che nel leggerli non si muova a pietà. Non c'è del pari persona che non si senta tratta a domandare come e dove e quando avvenne il lacrimevole dramma eternato dalla poesia di Dante. A queste domande io cercherò di rispondere con la maggior esattezza possibile. Cominciamo dai protagonisti. Giovanni, come Malatestino, Paolo, Rengarda, Ramberto, nacque da Malatesta da Verucchio e dalla prima sua moglie Concordia, figlia, questa, di messer Arrighino vicario imperiale in Romagna e di una donna dei Parcitadi.
Giovanni da Rimini (c. 1270-1338): Il primo documento in cui si fa il nome di Giovanni, principale esponente della grande "scuola" di pittura fiorita a Rimini nel Trecento, è del 1292; non si sbaglierà troppo, pertanto, a collocare la sua nascita intorno al 1270. Agli inizi della carriera alternò il mestiere di artista con quello di agricoltore, affittuario di un podere a Sant'Ermete.
Roberto Valturio (1413-1483): Nacque a Rimini nel 1413. Compì i suoi studi a Roma, dove ricoprì successivamente l'incarico di scrittore apostolico. Tornò in patria nel 1446 e sposò Diana Lazzari, vedova di Giovanni Augurelli. Accolto alla corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta divenne l'amico più stretto e il consigliere più fidato del Signore, e si fece una solida fama di dotto (fu chiamato "monarca di tutte le scienze") e di elegante scrittore.
Isotta degli Atti (c. 1432-1474): Figlia di Francesco degli Atti, ricco mercante e cambiatore, nacque a Rimini alla fine del 1432 o al principio del 1433; le fu imposto il nome della madre, morta nel darla alla luce. Nel 1445, alla tenera età di dodici o tredici anni, fu notata e corteggiata da Sigismondo Pandolfo Malatesta, che la conquisterà nel 1446.
Sigismondo Pandolfo Malatesta: Che cosa non è stato detto e scritto da cronisti e storici, da romanzieri e poeti, sulla vita e le gesta di Sigismondo? Chi ne fa un volgare assassino, chi lo celebra come mecenate e capitano, chi lo definisce « più belva che uomo », chi lo giustifica e lo assolve alla stregua delle condizionali morali, politiche ed economiche del tempo in cui visse.
Alessandro Gambalunga (dopo il 1554-1619): Nacque a Rimini posteriormente al 1554. Nel 1583 si laureò a Bologna in diritto civile e canonico. Nel 1592 sposò la nobile Raffaella Diotallevi, da cui non avrà figli. Le modeste origini della sua famiglia (il nonno era un maestro muratore e il padre un mercante), non riscattate dal solidissimo patrimonio, furono un ostacolo insormontabile alla sua aggregazione al ceto patrizio e, conseguentemente, al Consiglio comunale.
Cesare Clementini (1561-1624): Nacque a Rimini nel 1561. Nel 1582 entrò in Consiglio comunale. Ricoprì numerose cariche - tra cui quella di Capoconsole - e assolse delicati incarichi diplomatici. Nel 1592 fu insignito dell'Ordine di Santo Stefano. Dalla moglie, la contessa Leonida Bernardini della Massa, ebbe tre figli. Morì nel 1624.
Guido Cagnacci (1601-1663): Nacque a Santarcangelo di Romagna nel 1601. Si ignora chi lo abbia avviato alla pittura: probabilmente fu autodidatta. Dal 1618 al 1621 lavorò a Bologna nella bottega di un maestro che la tradizione identifica con Guido Reni. Nel 1622 era a Roma, al seguito del Guercino. Nel 1628, a Rimini, tentò di fuggire con una nobile e ricca vedova, Teodora Stivivi: per questa romanzesca impresa fu bandito dalla città.
Carlo Tessarini (c. 1690-c. 1767): Nacque a Rimini intorno al 1690. Della sua giovinezza e della sua formazione non si sa nulla. La tradizione lo vuole allievo di Arcangelo Corelli, ma la notizia, ancorchè plausibile, non è documentata. Nel 1720 era violinista della basilica di San Marco; a Venezia, dove pubblicò i suoi primi concerti, rimase fin dopo il 1730.
Giovanni Bianchi (1693-1775) chiamato Iano Planco: Nacque a Rimini nel 1693. Fino agli undici anni studiò alla scuola dei Gesuiti, che abbandonò per seguire le sue multiformi curiosità e inclinazioni. A diciott'anni aveva già una portentosa erudizione, che mostrò nelle adunanze dell'accademia letteraria fondata dal vescovo Davìa.
Giovanni Antonio Battarra (1714-1789): Nacque nel 1714 alla Pedrolara di Coriano. Entrò nel Seminario di Rimini più per le modestissime condizioni della famiglia che per autentica vocazione e ne uscì sacerdote nel 1738. Seguiva, frattanto, le lezioni di Giovanni Bianchi. Nel 1741 fu chiamato a insegnare filosofia a Savignano: cattedra che ricoprì per quattro anni. Sulla scia del Planco, cominciò ad interessarsi di scienze naturali, e in particolare di micologia;
Francesco Bonsi (1722-1803): Nacque nel 1722 a Lugo, dove il padre ricopriva l'incarico temporaneo di Governatore. Studiò dapprima a Rimini con ottimi maestri, fra i quali il pittore Giovan Battista Costa e Giovanni Bianchi, dal quale fu avviato allo studio della medicina e delle scienze naturali.
Giuseppe Garampi (1725-1792): Nacque a Rimini nel 1725 dal conte Lorenzo e dalla marchesa Diamante Belmonti. Da Giovanni Bianchi fu avviato agli studi storici, antiquari e scientifici. A diciott'anni era vicecustode della Biblioteca Gambalunghiana, a cui resterà legato per tutta la vita e che sempre si preoccuperà di arricchire e qualificare.
Nicola Levoli (1728-1801): Nacque a Rimini nel 1728 dal medico Giacomo Nicola Levoli e da Maddalena Sarzetti, figlia del pittore Angelo; gli furono imposti i nomi di Remigio Enrico Policarpo.
Michele Rosa (1731-1812): Nacque a San Leo nel 1731. A Rimini, dove fu mandato in tenera età, compì i suoi primi studi. Fu poi accolto alla scuola di Giovanni Bianchi, che gli insegnò geometria, fisica, scienze naturali e anatomia.
Aurelio De' Giorgi Bertola (1753-1798) Nacque nel 1753 a Rimini, dove iniziò gli studi, continuati a Todi. Nel 1769 tornò in patria e - quantunque del tutto privo di vocazione - entrò nell'ordine degli Olivetani.
Francesco Gaetano Battaglini (1753-1810): Nacque a Rimini nel 1753. A quattordici anni, dopo la perdita di entrambi i genitori, fu iscritto al prestigioso Collegio Nazzareno di Roma, dove studiò quattro anni.
Amilcare Cipriani (1844-1918): Nacque ad Anzio nel 1844; la sua famiglia si trasferì a Rimini quando aveva appena quindici giorni. Studiò in una scuola gestita da religiosi, dove il suo spirito ribelle fu scarsamente apprezzato.
Amintore Galli (1845-1919): Nacque a Talamello (o forse a Perticara) nel 1845. Lo zio Pio Galli, direttore di banda, lo avviò allo studio della musica. Dopo aver frequentato il Ginnasio a Rimini, nel 1862 si iscrisse al Conservatorio di Milano e vi si diplomò nel 1867. Nel 1866 aveva combattuto con Garibaldi a Bezzecca. Dal 1871 al 1873 soggiornò a Finale Emilia, dove diresse la banda cittadina e la scuola comunale di musica. Tornò a Milano per ricoprire il prestigioso incarico di direttore artistico dello Stabilimento Musicale Sonzogno: attività che alternò con quella di critico musicale del quotidiano "Il Secolo". Nel 1894 acquistò una piccola tenuta a Santa Maria in Cerreto, sulle colline riminesi, per trascorrervi le vacanze estive. Nel 1906, dopo aver acquistato un appartamento in centro, tornò a Rimini. Qui morì nel 1919.
Amintore Galli - oltre che critico, insegnante e organizzatore musicale - fu apprezzato compositore di opere liriche (la più conosciuta è David, rappresentata a Milano nel 1904 e a Rimini nel 1909) e di musiche vocali e strumentali, ma è soprattutto noto per aver musicato - nel 1886 - l'Inno dei lavoratori, su parole di Filippo Turati. E' intitolato a lui quel che resta del Teatro "Vittorio Emanuele II".
Luigi Tonini (1807-1874): Nacque a Rimini nel 1807. Studiò dapprima nel Seminario di Rimini e poi a Bologna, dove si laureò in Giurisprudenza. Nel 1834 si impiegò nella Biblioteca Gambalunghiana e fu coadiutore di Luigi Nardi e di Antonio Bianchi. Nel 1840, alla morte di quest'ultimo, fu nominato bibliotecario reggente (diverrà titolare nel 1853).
Domenico Francolini (1850-1926): Nacque a Rimini nel 1850 da Luigi, un agiato possidente di Fano, e da Marianna Pani. Frequentò il Ginnasio e il Liceo. Nel 1871 si impiegò in un istituto di credito, il Banco di Sconto.
Romeo Neri (1903-1961): Nacque a Rimini nel 1903. Di famiglia modestissima, nel 1916 dovette trasferirsi a La Spezia per cercarvi lavoro. Nella città ligure si accostò alla pratica dello sport, distinguendosi subito nel mezzo fondo e nel nuoto, dove ottenne le sue prime vittorie.
Federico Fellini (1920-1993): Nato a Rimini il 20 gennaio del 1920, vi trascorse l'infanzia e la giovinezza. La sua "iniziazione" cinematografica avvenne al Cinema Fulgor. Nella città natale dette le prime prove del suo talento come disegnatore caricaturista. Trasferitosi a Roma nel 1939, collaborò con testi e vignette a giornali umoristici. Scrisse poi copioni e gag per il teatro di rivista e per la radio. Nel 1943 sposò l'attrice Giulietta Masina, che sarà, oltre che la protagonista di molti suoi film, la compagna della sua vita. Ad introdurlo nel mondo del cinema fu il comico Macario.