Log in | Select language: English Deutsch
 

Castel Sismondo

Castel Sismondo Rocca Malatesta Rimini

Castel Sismondo: Della grande casa malatestiana costruita, come si è detto, nel Duecento vicino alla porta "del gattolo", non rimangono che poche e incerte tracce inglobate nel castello fatto costruire nel Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta, castello di cui è superstite il solo nucleo centrale. Le sue attuali condizioni sono dovute, più che alle modifiche subite nel XVII secolo (quando si cercò di adattarlo a moderna fortezza) e ai bombardamenti dell'ultima guerra, alle disastrose demolizioni del XIX secolo, che portarono alla distruzione di alcune sue parti, soprattutto della cinta e dei baluardi esterni, e alla chiusura dei fossati.

Castel Sismondo

Castel Sismondo, l'antico palazzo fortezza fatto costruire a Rimini da Sigismondo (1437-1446).

Sigismondo ne iniziò la costruzione il 20 marzo del 1437, penultimo mercoledì di quaresima, alle ore 18 e 48: giorno, ora e minuto probabilmente erano stati fissati con cura dagli astrologi di corte. E ne proclamò ufficialmente la conclusione nel 1446, un anno per lui particolarmente fortunato: ma in realtà vi si lavorava ancora nel 1454, e può darsi che non sia mai stato finito secondo il progetto originario, che prevedeva l'edificio dominato da un grande cassero, come ci mostrano alcune immagini coeve. La signoria malatestiana godeva di una notevole prosperità economica in quel 1437, e Sigismondo, appena ventenne ma già da tre anni Gonfaloniere della Chiesa, di una grande celebrità personale come condottiero (la qual cosa comportava lauti stipendi). Il castello fu concepito come palazzo e fortezza insieme, come degna sede per la corte e per la guarnigione e come segno di potere e di supremazia sulla città. Per costruirlo e per creargli attorno una fascia di rispetto necessaria alla sua funzionalità fu atterrato tutto un quartiere fittamente costruito, comprendente palazzi e case, ma anche il Vescovado, un convento di monache e il battistero della vicina Cattedrale. Come architetto dell'opera fu celebrato dagli scrittori di corte lo stesso Sigismondo, che infatti se ne attribuisce la paternità nelle grandi epigrafi marmoree murate nell'edificio. Se per architetto intendiamo l'ispiratore, l'ideatore, il

Veduta di Castel Sismondo

Veduta di Castel Sismondo

coordinatore, cioè un committente con esigenze e idee ben precise, allora possiamo accettare questa "attribuzione": sono note infatti la spiccata attitudine di Sigismondo per le arti belliche e la sua esperienza di condottiero. Comunque egli avrà dovuto servirsi dell'opera di diversi professionisti e specialisti; abbiamo notizia di una importante consulenza, eseguita a lavori da poco iniziati, di Filippo Brunelleschi, che nel 1438 fu a Rimini per un paio di mesi e compì tutta una serie di sopralluoghi alle principali fortezze malatestiane in Romagna e nelle Marche. Ancor oggi, per quanto ridotta, la costruzione conserva un notevole fascino con le sue grosse torri quadrate e le poderose muraglie a scarpa, il cui effetto originario, quando si innalzavano dal fondo del fossato, doveva essere davvero formidabile; e Roberto Valturio non a torto le paragonava, per la loro inclinazione e la loro grandiosità, a piramidi. L'ingresso verso la città, che era preceduto da un terrapieno e da un doppio rivellino con ponti levatoi sul fossato, è tuttora ornato da uno stemma costituito dal classico scudo con bande a scacchi, sormontato da un cimiero a testa d'elefante crestato e affiancato da una rosa quadripetala: si tratta di un rilievo d'ispirazione pisanelliana, di buona qualità, scolpito da un artista probabilmente veneto, come dimostrano le cadenze goticheggianti della figurazione. A sinistra e a destra dello stemma è scritto "Sigismondo Pandolfo" in caratteri gotici minuscoli, alti e pittoreschi.

Stemma Malatesta

Stemma Malatestiano

Fra lo stemma e il portale marmoreo è murata una delle epigrafi dedicatorie del castello, con un solenne testo latino scolpito in caratteri lapidari (uno dei primi esempi di rinascita dei caratteri classici): essa dice che nel 1446 Sigismondo ha eretto l'edificio dalle fondamenta a decoro dei Riminesi, e ha stabilito che venisse chiamato col suo stesso nome, Castel Sismondo. Meraviglia la faccia tosta di Sigismondo nel definire ariminensium decus l'edificio, quando basta appena osservare la dislocazione delle sue torri, tutte rivolte verso la città, per capire che esso è stato concepito più per difendere il signore dalle eventuali rivolte dei Riminesi, che per difendere Rimini dai pericoli esterni: come se il ricordo delle rare sedizioni del passato pesasse, nella valutazione del signore, assai più dei pericoli incombenti da parte dei nemici di fuori. Anche tenendo presente il concetto corrente in quel tempo dell'identificazione della città e dello stato con la signoria, Castel Sismondo va proprio visto come simbolo e difesa del potere personale del signore, non certo come simbolo e difesa della città e dello stato. In questo suo amatissimo castello Sigismondo è morto il 9 ottobre del 1468; non sappiamo da quando aveva cominciato a risiedervi stabilmente, ma forse già dal 1446. Certo abbastanza presto vi si erano installate la sua cancelleria e la sua guardia, e subito era divenuto il luogo delle cerimonie e dei ricevimenti ufficiali: anzi subito si era trasformato nella città esclusiva della corte, allora ricca di poeti e di musici, di letterati e di eruditi, di pittori e di medaglisti, di scultori e di architetti provenienti da tutt'Italia. Una piccola città artificiale e cosmopolita con pochi agganci con quella reale che si allargava al di là delle sue mura e dei suoi fossati, fra il Marecchia e il mare, e si dibatteva fra mille problemi.


 
Advert

 
Mappa del Sito - utenti on line - per informazioni tel.393.3351421
©2007 internet.sm s.r.l.