Molte chiese francescane sono dedicate alla Madonna, e francescano è il santuario mariano più antico della Diocesi e del territorio riminese. Si tratta della chiesa della Madonna delle Grazie, che sorge vicino a Rimini, sul colle di Covignano. Le sue origini sono, come in tanti altri casi, circondate da fatti miracolosi e leggendari.
affresco quattrocentesco nella chiesa dell'Ospedale a Montefiore
Nel 1286 un pastorello, che su quel colle attendeva alla sorveglianza del gregge, scolpì in un tronco d'albero una Madonna, compiuta nel volto dagli angeli, che dovettero supplire all'imperizia dell'improvvisato artista-pastore. Il
pala di Guido Cagnacci (c. 1620) nella chiesa di San Rocco a
Montegridolfo.
simulacro così prodigiosamente finito prese la via del mare e approdò a Venezia, dove è venerato ancora nella chiesa di San Marziale come " Madonna di Rimini". Sul colle di Covignano, nel luogo del miracolo, fu costruita una cappella e poi una chiesa (1391) con il titolo di Madonna delle Grazie, ampliata (anzi "raddoppiata") nel XVI secolo. Sull'altar maggiore ha una bella Annunciazione dipinta dal pittore umbro Ottaviano Nelli all'inizio del Quattrocento (fino ad epoca recente essa era attribuita a Giotto). Tanto il Santuario che il Convento delle Grazie sono stati gravemente danneggiati durante l'ultima guerra; ma il piccolo chiostro, pur ricostruito, conserva il candore e il calore di tutte le semplici architetture francescane; e la navata sinistra della chiesa - coperta da un bel soffitto carenato di gusto veneto - una sua quieta bellezza, notevoli opere d'arte e una interessante serie di tavolette votive. Della costruzione primitiva una rilevante reliquia è costituita dalla facciata, sotto al portico seicentesco, con un portale gotico affiancato dai frammenti di affreschi raffiguranti l'Annunciazione, probabile opera di Ottaviano Nelli. Ai Francescani è stato affidato per più di due secoli anche il santuario della Madonna di Montefiore, il più celebre della valle del Conca. Le sue origini risalgono ai primi anni del Quattrocento, quando un certo Bonora Ondidei fece affrescare su una parete della cella che si era costruito fra i boschi un'immagine della Madonna che allatta Gesù. Nel 1409 l'eremita lasciò ai Francescani quella sua piccola costruzione, di cui è superstite il muro con l'immagine sacra, tuttora chiamata Madonna di Bonora. Il santuario è sorto lentamente attorno a questa immagine, solennemente incoronata nel 1926; ma è stato restaurato e radicalmente trasformato nei primi decenni del
particolare della pala di Pompeo Morganti (1549) nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie a Montegridolfo
nostro secolo. Nella valle del Conca, attraversata da una strada frequentata dai pellegrini che si recavano a Loreto, le chiese dedicate alla Madonna sono molte; spesso si tratta di costruzioni modeste, ma in ogni caso rivelano la grande diffusione del culto mariano nella zona. Nella stessa Montefiore, per esempio, anche la chiesetta dell'ospedale sorto nel Quattrocento alla periferia dell'abitato è dedicata alla Madonna, qui invocata sotto il titolo "della Misericordia": l'ambiente conserva ampi frammenti degli affreschi che rivestivano tutte le pareti della navata e dell'abside, e raffiguravano il Giudizio universale, la Resurrezione dei morti, l'Inferno e il Paradiso, i quattro Evangelisti: sono stati eseguiti verso il 1475-80 da un buon pittore di cultura urbinate. Dall'abside dominava il piccolo ambiente una pala raffigurante la Madonna della Misericordia con i santi protettori del paese, del 1485, probabilmente dipinta dallo stesso artista che ha eseguito gli affreschi: è stata attribuita a Giovanni Santi e, più recentemente, a Bartolomeo di Gentile e poi a Bernardino Dolci; dal dopoguerra si trova all'altar maggiore della chiesa parrocchiale, che dell'originaria struttura gotica conserva soprattutto il bellissimo portale in pietra, e della suppellettile antica un grande Crocifisso dipinto su tavola sagomata, opera di un ignoto pittore riminese del XIV secolo. Sulle colline della parte meridionale del territorio riminese, ma dall'altra parte della valle del Conca e ormai in vista del Foglia e del confine con le Marche, Montegridolfo offre più di un motivo di interesse per quanto riguarda il culto mariano. Anche qui, alla periferia del paese, si trova una chiesetta che, per posizione e dedicazione (San Rocco), deve essere sorta accanto ad un ospedale per i pellegrini. Nella seconda metà del Quattrocento un pittore marchigiano affrescò nella sua abside una Madonna con il Bambino fra i santi Rocco e Sebastiano; un secolo dopo i fedeli vollero rinnovare completamente l'immagine, che fu rifatta sull'altra, sempre ad affresco e senza mutarne l'iconografia, ma più grande e in forme aggiornate agli esiti del classicismo cinquecentesco, da un pittore umbro-marchigiano; l'operazione si ripeté una terza volta un secolo dopo, e l'immagine ebbe forme adeguate alla patetica devozionalità seicentesca ad opera di Guido Cagnacci, che la dipinse su tela aggiungendo un altro santo ( San Giacinto) ai precedenti e modificando sensibilmente i rapporti fra le figure. Con una delicata operazione di distacco gli affreschi sono stati recentemente recuperati, poi restaurati e valorizzati: ora le tre opere sono ben esposte nella chiesetta, e oltre a mostrarsi in tutta la loro armoniosa bellezza offrono più di uno spunto di riflessione sulla persistenza del culto, sulla funzione delle immagini, sul sottile variare dell'iconografia in rapporto alla devozione, sul mutare del gusto e degli stili. Sempre a Montegridolfo, in località Trebbio, sorge un santuario mariano intitolato alla Beata Vergine delle Grazie. Le sue origini si legano all'apparizione della Madonna a Lucantonio di Filippo il 25 giugno 1548 e ad Antonia Ondidei il 7 luglio dello stesso anno; pochi mesi dopo una bolla di Paolo III autorizzava la costruzione di una cappella, che in seguito fu ricostruita e ampliata grazie al concorso dei numerosi fedeli. Della primitiva costruzione rimangono ben poche tracce, ma sull'altar maggiore esiste ancora il dipinto eseguito dal pittore fanese Pompeo Morganti nel 1549 sulla scorta delle testimonianze dei due veggenti: rappresenta l'apparizione della Madonna alla sessantenne Antonia; nel bellissimo sfondo (in cui appare un ritratto fedele di Montegridolfo e del paesaggio rurale della zona) è raccontato anche il miracoloso incontro di Luca Antonio con "la più bella donna che io abbia visto, et era di statura grande". Questo di Montegridolfo non è il solo santuario mariano del territorio riminese sorto nel Cinquecento in seguito ad un evento miracoloso. Infatti ne furono costruiti anche a Fiumicino, in comune di Savignano (1524, ricostruito e ampliato nel 1729 e nel dopoguerra), a Casale di San Vito, in comune di Santarcangelo (1593, ampliato nel 1603, completamente distrutto dalla guerra e ricostruito in forme moderne), e alla Colonnella, sulla via Flaminia, ad un miglio da Rimini. La chiesa della Madonna della Colonnella è cronologicamente il primo dei grandi santuari mariani del Cinquecento, essendo stato costruito dal Comune verso il 1510 in onore di una immagine della Madonna con il Bambino dipinta (1483) in una celletta sulla strada, e divenuta miracolosa nel 1506 per aver salvato dall'impiccagione un pellegrino ingiustamente accusato d'omicidio. L'edificio ha subito gravi danni durante la guerra, ma è stato restaurato molto bene. Si tratta di un vero capolavoro del Rinascimento per l'armonia dell'impianto architettonico e la contenuta ricchezza delle decorazioni, costituite da lesene e cornicioni in cotto finemente ornati con motivi a grottesca. Questi ultimi sono del ravennate Bernardino Gueritti, che fu anche il costruttore dell'edificio, singolarmente consonante con diverse importanti architetture forlivesi progettate o direttamente ispirate da Marco Palmezzano, alla cui arte armoniosa e ornata può essere ricondotta l'ideazione architettonica dell'insieme. A Rimini anche all'interno del centro storico esiste un importante santuario mariano dedicato alla Madonna con il titolo "della Misericordia". È uno dei più recenti, essendo sorto in seguito al prodigioso movimento degli occhi di una immagine della Madonna, avvertito per la prima volta l'11 maggio del 1850. La chiesa, nota come di " Santa Chiara", è di gusto eclettico ed è dovuta all'architetto riminese Giovanni Benedettini: al centro dell'abside è posta l'immagine miracolosa, copia dovuta al pittore Giuseppe Soleri Brancaleoni di un'immagine parimenti miracolosa per un identico prodigio manifestatosi mezzo secolo prima, ancora conservata dalla Confraternita di San Girolamo nell'oratorio di San Giovannino.