Arte Chiese Rimini

Arte nelle Chiese di Rimini

L'entroterra riminese deve alla presenza di un insieme di rilievi collinari e di due fiumi (il Marecchia e il Conca) con valli ampie e pittoresche la sua conformazione assai varia. Si tratta di un territorio fertile, frequentato dall'uomo fin dalla preistoria, specialmente nella parte dove i declivi si fanno più frequenti e più mossi; quindi è ricco di piccoli e grandi insediamenti, e percorso da una fitta rete di strade che lo collega alle regioni vicine. Per la
sua posizione - fra gli Appennini e il mare, e in vista della pianura emiliana - ha sempre costituito una zona di passaggio, e quindi di incontro fra diverse culture, ma anche di contesa e di scontro. Il paesaggio è vistosamente caratterizzato appunto dalle tracce di questa sua condizione inquietante.

Sono soprattutto i resti di un Medio Evo bellicoso e corrusco che ancora si affaccia dal monte di San Marino e che ancora corona di ruderi le colline, cinge di mura cadenti i paesi, segnala con frammenti di torri i passaggi strategici. Ma l'aspetto stesso di tali tracce, rovinoso quanto pittoresco, dimostra che sono il frutto di vicende definitivamente concluse e ormai lontane nel tempo. Meno vistose, meno rovinose ma, a guardare bene, più frequenti, sono testimonianze di diversa natura: quelle riguardanti una religiosità diffusa, che talvolta ha lontane radici nell'antichità (come dimostra una certa stratificazione di elementi nel 'luogo sacro' e a volte nello stesso edificio), ma ancor oggi viva e vitale; mescolate e anzi strettamente connesse ai segni di una pacifica, secolare laboriosità. Sulle colline, fra i campi coltivati e lungo i bordi delle strade di campagna è facile imbattersi in piccole cellette
votive che la devozione continuamente rinnova; mentre ai margini dei paesi si troveranno spesso oratori che un tempo fiancheggiavano piccoli ospedali per i pellegrini; e nei borghi e nei paesi chiese parrocchiali di varia forma e grandezza, o santuari dedicati alla Vergine. L'ultima guerra mondiale ha a lungo infierito nella zona, ai margini della ?Linea gotica?, provocando numerose vittime e arrecando gravissimi danni a tutti gli insediamenti; e, naturalmente, anche alle costruzioni di carattere religioso, che spesso custodivano importanti testimonianze, e anzi erano esse stesse preziose testimonianze di storia e di tradizione, di fede e di arte. Anche lo spopolamento delle campagne, che ha avuto la sua punta massima all'inizio degli anni sessanta, ha inciso sulla conservazione delle costruzioni di carattere religioso del territorio. Ma nonostante ciò, ancor oggi i campanili sono elementi molto frequenti, e in un certo senso i più caratteristici del paesaggio: sottolineano la presenza di edifici di culto più o meno modesti, più o meno ben restaurati e custoditi. Chi vorrà percorrere questo territorio troverà ovunque interessanti e spesso piacevoli testimonianze d'arte sacra, e qualche volta veri e propri capolavori, il cui significato e la cui bellezza sono esaltati dal fatto di essere custoditi nei luoghi originari e di assolvere ancora al loro uso originario.

 

Piccole Cattedrali Rimini

Il periodo barocco ha lasciato molte tracce nell'arte religiosa riminese. Mentre nel Seicento, per una sincera esigenza devozionale e di adesione ai dettati controriformistici, si rinnovarono quasi tutte le pale d'altare, nel Settecento vennero interamente trasformati o rifatti molti edifici di culto, spesso in forme grandiose e sempre con una notevole attenzione per il decoro e l'eleganza.

Madonna e Rimini

Molte chiese francescane sono dedicate alla Madonna, e francescano è il santuario mariano più antico della Diocesi e del territorio riminese. Si tratta della chiesa della Madonna delle Grazie, che sorge vicino a Rimini, sul colle di Covignano. Le sue origini sono, come in tanti altri casi, circondate da fatti miracolosi e leggendari.

San Francesco a Rimini

Meglio radicato nella società locale e più consono alla mentalità e alla devozionalità popolari, il Francescanesimo è riuscito a conservare, o a riconquistare, molti dei conventi che possedeva prima delle soppressioni. Del resto il messaggio francescano ha nella zona radici profonde che si rifanno alla stessa presenza di San Francesco: secondo la tradizione il santo ha percorso questi luoghi nel maggio del 1213, discendendo la valle del Marecchia dopo aver ricevuto a San Leo, da parte di messer Orlando de' Cattanei da Chiusi, la donazione del Monte della Verna.

Conventi Rimini

Tra gli ordini importanti esistenti a Rimini fino a tutto il Settecento va sicuramente annoverato quello degli Agostiniani, presenti dalla metà del XIII secolo, che avevano nel centro della città una grande chiesa, accanto alla quale stavano ricostruendo un imponente convento proprio negli anni in cui l'armata napoleonica invase le legazioni e in cui il governo italico provvide alla loro soppressione.

Monasteri Rimini

Nelle carte altomedievali riminesi ci si imbatte frequentemente nella citazione di monasteri, ma in genere si trattava di piccole chiese così chiamate perché affidate a un solo sacerdote o, se localizzate nelle campagne, di piccoli eremitaggi. Nel territorio riminese le prime comunità di monaci che facevano vita "regolata" sono state benedettine.

Pievi Rimini Antiche

Pievi Antiche: Il diffondersi del Cristianesimo a Rimini e nel suo territorio è circondato, come ovunque, da storie favolose, da leggende in cui è difficile discernere il vero dal fantastico. Probabilmente fu abbastanza precoce, considerando il ruolo non secondario della città e del suo porto nei traffici con l'Africa e con l'Oriente in epoca tardoromana: e proprio per l'importanza della città e del suo porto Rimini fu scelta dall'imperatore Costanzo nel 359 come sede di un Concilio dei vescovi d'Occidente. Considerando poi gli stretti rapporti della città romana con il territorio che da lei dipendeva, possiamo ipotizzare una diffusione abbastanza rapida del Cristianesimo anche nell'entroterra.