NON SONO bastate a rassicurare i bagnini le parole dell'assessore Rossini riguardo il futuro di Rimini nord. Lo si capisce bene dalle parole di Giorgio Mussoni presidente del sindacato Oasi Confartigiano e della Cooperativa balneari Rimini nord.
«Nel 2001 si è consumata di fatto una disparità di trattamento - spiega Mussoni - fra le due parti del territorio riminese. Benchè entrambe avessero ed hanno un'economia basata sul turismo, nella zona sud la perimetrazione urbana lasciava tutto l'edificato fuori dalla cosiddetta « zona incongrua» e la collocava nel primetro urbano. Lo stesso non avveniva a nord del deviatore Marecchia creando una evidente disparità. Anche gli operatori di spiaggia della zona nord - prosegue Mussoni - esternano la loro preoccupazione perchè la disparità pone questo territorio in una situazione non competitiva, sia con la zona sud che con altre realtà costiere che non subiscono la stessa penalizzazione.
Quello che si chiede è solo di essere trattati come le altre realtà (vedasi Cattolica o la Cagnona di Bellaria ( che fanno parte della stessa provincia) senza cercare palliativi o soluzioni alternative. Anche questa parte di territorio dev'essere inserita almeno per le particelle che risultano a catasto già edificate, nel perimetro urbano in modo che possano competere alla pari senza norme speciali o altro. Nel futuro saranno sempre più necessari nuovi capitali per il turismo: ci si chiede dunque quale investore verrà mai ad investire in un'area 'incongrua'? Questo è quanto deve prevedere la provincia; se poi in Regione non è accettata, altri se ne assumeranno la responsabilità compresa quella di affermare disparità, non si sa bene perchè. Non crediamo accettabile altra strada e non capiamo l'accanimento di chi vuol dare risposte diverse da quelle richieste.
Con quali prospettive di rientro - conclude il sindacato dei bagnini - si potranno effettuare gli investimenti notevoli che richiederà il nuovo piano spiaggia?»
Infine un altro argomento di stretta attualità: «Sui sottopassi vorremmo aggiungere che da noi sono praticamente inesistenti e siamo vicino alla cittadinanza viserbese che ne chiede a gran voce la realizzazione. Il più importante da fare, subito, è quello di via Polazzi».
(foto di http://www.flickr.com/photos/manuelgarcia)