«Zio Wilson torna a casa» Ritrovata dopo settant'anni la salma del soldato riminese. Morì nell'incrociatore affondato. I resti in Sicilia

Zio Wilson


«ORA lo zio Wilson potrà riposare nella sua terra!». Non ci sperava quasi più Francesco Ricci, nipote di Wilson, il santarcangiolese morto nel 1941 durante la Seconda guerra mondiale a soli 23 anni, su un incrociatore italiano. Per quasi settant'anni la sua salma è rimasta sepolta in Sicilia, senza che la sua famiglia sapesse come rintracciarla. Ma il nipote Francesco, dopo lunghe ricerche, è riuscito finalmente a sapere dove era stato deposto il corpo dello zio.

E martedì Wilson Ricci, dopo una messa in suo onore, sarà finalmente sepolto nel cimitero di Santarcangelo. «Così avrebbe voluto lui, e pure suo padre (il nonno di Francesco), che poco dopo la sua morte era andato in Sicilia per cercare di riconoscerlo e recuperare la salma». Allora fu impossibile. Wilson, che era un capo cannoniere della Marina, morì con il resto dell'equipaggio a bordo di un incrociatore che fu abbattuto il 13 dicembre 1941, durante gli scontri al largo di Capo Bon, nelle acque tunisine.

Il suo corpo, come quello di molti altri affondati con la nave (che portava benzina ai soldati italiani in Libia, oltre alle vettovaglie e ad altri materiali), era irriconoscibile a causa degli scontri. «Per mio nonno, arrivato in Sicilia per l'identificazione, è stato un grande dolore non poterlo riportare a Santarcangelo. Da allora tutta la mia famiglia ha sempre sperato di recuperare la salma di Wilson». In particolare Francesco, che dopo mesi e mesi di ricerche e contatti col ministero della Difesa, è riuscito, grazie ai documenti fornitigli da un colonnello della Marina, a risalire al luogo in cui era sepolto lo zio, a Trapani. Ieri Francesco è andato in Sicilia, a sbrigare le ultime pratiche. Domani tornerà a Santarcangelo con la salma, e martedì alle 15, ci sarà la messa in ricordo di Wilson al cimitero centrale, dove sarà sepolto con gli altri familiari defunti. «Ma prima, al mattino, terremo la bara per alcune ore a casa». Lì, nel vicolo di Brused (soprannome della famiglia Ricci), di fronte alla Collegiata. Dove anche Wilson sarebbe vissuto, se non fosse scomparso prematuramente in guerra.

(foto di http://www.flickr.com/photos/papisc)