DATI MENO PUNGENTI. E sempre più confortanti. Cala la piaga zanzara tigre. A Rimini e in provincia. E i dati parlano chiaro. Nell'ultima settimana, il numero medio di uova registra quota 35. Una cifra buona, considerata anche la zona difficile che è Rimini: l'umidità la fa da padrone. E favorisce il fenomeno, che però ha subìto uno stop.
Gli altri dati in regione insegnano: sempre in relazione al numero medio di uova, Bologna è a quota 38, la provincia di Forlì-Cesena a 41, quella di Ferrara a 93, quella di Modena a 64, Piacenza a 149, Parma a 52, Ravenna a 67 e Reggio a 54. Soddisfatto pure l'amministratore delegato di Anthea, Valeriano Fantini: «Rimini è una piazza difficile. Siamo andati meglio rispetto all'anno scorso». E questo si può toccare con mano. Perché, anche a sentire la gente, poche, rispetto agli anni scorsi, sono state le lamentele. La ricetta è quella, insiste Fantini, di «continuare a lavorare. Poi bisogna incrociare le dita». La caccia alla «tigre» porta quindi i primi successi.
Ma c'è ancora qualche isola infelice. Anche se circoscritta. Le ferite più acute sono in alcuni comuni dell'alta Val Conca, dove la zanzara picca ancora parecchio. I risultati positivi degli ultimi tempi, comunque, sottolinea sempre Fantini, sono dovuti all'impegno «degli enti locali, del Comune di Rimini e anche ai comportamenti della popolazione». Da qualche tempo si tasta il polso della situazione con il monitoraggio mediante ovitrappole: uno strumento in grado di dare informazioni sulla dinamica di sviluppo della popolazione di zanzara tigre. Si basa sulla rilevazione del numero di uova deposte su apposite listelle di legno situate all'interno di un contenitore di colore nero, contenente un piccolo quantitativo di acqua.
foto by http://www.flickr.com/photos/kainet
Tratto da
Il Resto del Carlino di Giorgio Guidelli del 22 Settembre 2008
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