VARIANTE alberghi: il Comune tira diritto. Insorge il Consorzio piccoli alberghi: «Ci faranno chiudere, finiremo come i negozi», tuona Marta Agostini. Strage di osservazioni quella illustrata in III commissione dall'assessore alla Pianificazione territoriale, Antonio Gamberini. Delle 18 presentate, ne è stata accolta solo una (solo formale) della Provincia, e un'altra - di chiarimento - degli stessi uffici comunali. Tutte le altre, il grosso dei privati, per lo più piccoli alberghi, sono state respinte.
«Ciò perché o non erano pertinenti o in netto contrasto con i principi della variante», spiega Gamberini. Che punta ad chiudere la partita «entro settembre», con l'approvazione definitiva. Dopo l'adozione dello scorso 24 gennaio. Variante chiesta a gran voce dall'Associazione albergatori, per bloccare l'emorragia di alberghi, che si trasformavano come funghi in residence turistici o residenze annuali. «Le Rta, residenze turistiche alberghiere erano 35 nel 2000 - prosegue l'assessore - ad oggi sono 90. Ora basta. Non se ne potranno più fare. Snaturano il nostro turismo, che è fatto di accoglienza, calore umano, ospitalità».
Vallo a dire alle piccole pensioni familiari, in parte sempre più marginali e vetuste, che faticano a stare sul mercato. Ma contano sulla bellezza di 11mila camere d'albergo delle 37mila totali del sistema Rimini. «Infatti la variante è una vergogna - tuona il capogruppo di Forza Italia Alessandro Ravaglioli. Certificherà il degrado delle strutture marginali. E porrà problemi di ordine pubblico, perché diverranno rifugio di clochard e malaffare». Il Comune spiega che la variante punta però a riqualificare il turismo riminese. Quanto al problema della marginalità delle piccole strutture, «se ne occuperà il nuovo Psc, Piano strutturale comunale». « Peccato che a Riccione a farlo c'abbiamo messo 7 anni, e Rimini non mi pare molto più rapida», ironizza Ravaglioli.
La variante concede superstandard a chi si riqualifica: altezze massime da 20,5 a 25 metri; indice di edificabilità da 1,7 mq a 2 mq a lotto; premio del 10% per accorpamenti; nuovi servizi conteggiati al 50% delle superfici ecc. Due le perplessità avanzate dalla Agostini. Una disparità di trattamento tra gli alberghi esistenti e quelli nuovi che sorgeranno con i project financing di Marina centro. E il rischio che gli albergatori seri lascino il campo ad altri, com'è già successo per i negozi del lungomare. Magari svendendo. «Ci dicono che non si deve aumentare il numero di Rta, residence turistici, perché potrebbe ledere alla sicurezza del territorio, ma i project sono tutti basati sulle Rta - sostiene la presidente del Consorzio piccoli alberghi di qualità -. Se la situazione non viene risolta con il Piano strutturale comunale nel prossimo biennio, è che molti imprenditori seri smettano di lavorare perché non ne avranno più la possibilità».
foto di http://www.flickr.com/photos/mecrip
Tratto da
Il Resto del Carlino di Mario Gradara del 19 Luglio 2008
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