RISTORANTI pieni, hotel con tutto esaurito, comitive nelle piazze, davanti ai monumenti, in tutto il centro. Nel 'ponte' appena trascorso la città ha visto confermare la propria vocazione al turismo 'tutto l'anno'.
RISTORANTI pieni, hotel con tutto esaurito, comitive nelle piazze, davanti ai monumenti, in tutto il centro. Nel 'ponte' appena trascorso la città ha visto confermare la propria vocazione al turismo 'tutto l'anno'.
Ma sa, contemporaneamente, essere 'ospitale' per i turisti e per i propri cittadini? Questo uno fra i temi affrontati con Gianluca Gasperoni, presidente comunale di Confesercenti.
Gasperoni, a proposito di 'accoglienza', che fine ha fatto il progetto dei dehors?
"Fin dalla propria campagna elettorale il sindaco ha promesso che si sarebbe impegnato su questo tema. E continua a ripetere che il 'regolamento' è pronto.
Non abbiamo visto niente. Questa impasse fa male ai pubblici esercizi, che potrebbero migliorare le proprie capacità di proposta ai clienti, appunto anche d'inverno. Per altro il centro vive un rinnovato slancio per le iniziative messe in campo da Fondazioni, istituzioni pubbliche, realtà private.
Ma anche grazie al fatto che i locali hanno impresso un'accelerazione significativa. Basti pensare al successo riscosso dalla 'Notte d'Oro', che le categorie del commercio hanno voluto in prima persona".
Allora cosa blocca il progetto?
"Non credo si possa trattare di problemi tecnici, ma solamente di lentezze burocratiche.
Per altro le indicazioni non dovranno essere 'monolitiche'; certo, occorreranno regole sui materiali, sulle questioni della sicurezza, sul rispetto delle zone architettonicamente di pregio".
Diceva che qualcosa si muove, in positivo. Sembra di capire, però, che qualcosa continui a non funzionare. Cosa?
"C'è bisogno di consolidare, non di aggiungere limitazioni. E mi riferisco al piano del traffico che, invece, incide sull'accessibilità e sulla possibilità di parcheggiare in centro. Questa estate, con la chiusura del parcheggio di via De Gasperi, abbiamo perso 80 posti auto.
La chiusura di piazza Kennedy significherà la scomparsa di altri 143 posti nel cuore della città, gli unici che segnalano un tasso d'occupazione del cento per cento. Rispetto a quest'ultimo progetto occorre una certezza sui 'tempi' di realizzazione".
Un'idea dunque da scartare?
"Non ho pregiudiziali, ma è necessario creare alternative credibili, vicine, delle stesse dimensioni se non superiori.
E in ogni caso si devono prima aprire i parcheggi nuovi, poi intervenire su piazza Kennedy. Infine deve essere chiaro cosa si vuole fare di quello spazio, che non deve essere 'ingessato'. Sarebbe importante creare spazi per i bambini, che 'spostano' ovviamente i genitori. Ripeto, c'è un aspetto simbolico in quella piazza, attorniata da una rete commerciale di assoluta qualità: va valorizzata e conservata".
Il Piano del traffico non vi piace neppure un po', dunque?
"Si basa su due principi: cambiare le abitudini dei cittadini; affrontare i problemi ambientali. Ci chiediamo: tutto questo vale solo per il centro storico?
Siamo la città il rapporto auto-abitanti più alto d'Italia. Occorrerà quindi intervenire con gradualità, non in un 'colpo' solo. Poi, è giustificato questo eco-allarmismo?
Se si guarda il trend storico, si vede che l'aria negli ultimi 10-15 anni è più pulita, grazie a un insieme di interventi sugli impianti di riscaldamento, sulle industrie, sulle stesse auto. Proviamo a mettere centrali antismog in via Alberti o davanti all'Esp e vediamo se 'sforano' meno di quelle in centro".
Tornando al turismo e, in generale, all'attività commerciale. Orari, aperture infrasettimanali: cosa ne pensa?
"Sulla possibilità di non chiudere durante la settimana siamo stati subito chiari: si dovrebbe estendere anche nel forese. Questa spinta verso un'economia liberista può dare opportunità agli imprenditori. Il progetto 'Mare d'inverno' ha inizialmente creato qualche tensione all'interno delle categorie.
Risulta decisivo capire dove l'amministrazione voglia arrivare. Il turismo 'tutto l'anno' è un obiettivo giusto e potenzialmente rivoluzionario. Si devono solamente evitare lotte fra ristoratori e gestori di stabilimenti balneari: ogni imprenditore deve poter cogliere l'opportunità per capacità e bravura, non per privilegi.
Se però si vuole 'liberalizzare' non si possono limitare orari e serate d'apertura. E prima di tutto si deve garantire il rispetto delle regole e va inibito all'attività chiunque le violi".
foto by ZioWoody