E ieri a borgo San Giovanni oltre 500 persone hanno voluto partecipare alla cerimonia per il ritorno degli antichi piastrini, le due colonne (realizzate nel 1603) che ornavano il ponte sull’Ausa, andato distrutto durante la Seconda guerra mondiale. Le colonne sono ritornate finalmente (e con loro gli obelischi che poggiavano sui piastrini), e «il merito è stato soprattutto di noi borghigiani — ricorda il parroco di San Giovanni, don Salvatore Pratelli — che abbiamo tanto lavorato a questo progetto, l’abbiamo inviato (per avere l’approvazione) alla Soprintendenza, e abbiamo persino reperito buona parte dei soldi per realizzarlo, grazie al contributo della Banca Malatestiana».
E il sindaco Alberto Ravaioli, intervenuto ieri alla cerimonia con gli assessori Taddei e Gamberini, non ha mancato di lodare lo sforzo dei borghigiani.
«In questi 10 anni — sottolinea Ravaioli — abbiamo completato il recupero di tanti ‘pezzi’ della nostra città e del nostro centro storico. Il recupero degli antichi piastrini è solo l’ultimo tassello, e non sarà l’unico. Ci attendono tre importanti sfide: terminare il restauro degli Agostiniani, completare i lavori al Museo e al sito archeologico, ma soprattutto avviare il restauro del teatro Galli».
Intanto il borgo San Giovanni si gode il ritorno delle colonne, riportate al loro originario splendore, e la grande festa. Che è partita subito forte, grazie anche al ritorno del bel tempo. Già dal tardo pomeriggio migliaia di persone hanno affollato via XX Settembre per gustare le specialità del borgo, ammirare mostre e spettacoli, godersi i concerti. Affollatissimo da subito il parco Cervi, con le giostre e i pony. Stasera il gran finale con i fuochi d’artificio.
«Il miracolo del borgo San Giovanni è questo — dice don Salvatore — Un momento di grande divertimento, ma anche di raccoglimento. Da lunedì a domenica la festa continuerà con funzioni e messe, e si concluderà con la grande processione del 19 luglio».