Il pilota bolognese affronta un campionato per lui nuovo di zecca, la Superstars, con la Bmw Italia Biagi, la passione che ti cambia la vita «Una rivoluzione, ma l’ho cercata. E in pista resto quello di sempre»
Il pilota bolognese affronta un campionato per lui nuovo di zecca, la Superstars, con la Bmw Italia Biagi, la passione che ti cambia la vita «Una rivoluzione, ma l’ho cercata. E in pista resto quello di sempre»
Thomas Biagi, è l’anno del cambiamento radicale. Dopo due titoli mondiali, undici vittorie, trenta podi, abbandona il campionato Fia Gt e affronta un’avventura nuova di zecca nel campionato Superstars. «Una mezza rivoluzione, è vero. Ma so di non aver fatto un salto nel vuoto. Arrivo in una scuderia molto importante, la Bmw Italia. Mi lascio alle spalle grandi soddisfazioni, ma credo di potermene togliere di nuove». Che cosa l’ha spinta a cambiare? «Una sensazione su tutte. Il feeling che si è creato da subito con Roberto Ravaglia, team principal de l team. Per me lui è sempre stato un mito, ha vinto otto titoli, di cui due mondiali, con la Bmw. Parliamo la stessa lingua, e me ne sono accorto durante le trattative».
Come si è sviluppato questo passaggio? «Lo sapete, io sono un tipo caparbio. Quando ho capito che c’era la possibilità di trovare spazio, ho preso la palla al balzo. Ho parlato con Nicola Olivan, che era il mio ingegnere ai tempi della Formula 3000. Sapevo che conosceva bene Ravaglia e gli ho chiesto di metterci in contatto. Poi me la sono giocata con Roberto. Lui non ha voluto darmi false speranze. Era il periodo di Natale e mi ha detto: non ci sono grandi possibilità, ma parliamone. Mi sono fiondato a casa sua, a Padova. Diverse volte ».
Sfidando anche questo inverno troppo lungo… «Già, è una storia divertente. Tutte le volte che sono andato da lui ho dovuto affrontare nevicate incredibili. Io faccio il pilota, ma in macchina non ho nemmeno le catene. Gliel’ho detto: per avere un posto nella tua squadra sfido anche la neve …Più di tutto, lui ha compreso la passione che mi spinge a fare il mestiere di pilota, che è la stessa sua. E la volontà di correre per lui. Il 12 febbraio abbiamo fatto il contratto». Prima di lei alla Bmw Italia c’era un altro bolognese illustre. Alex Zanardi. «Bella eredità, non c’è che dire. Anche se lui correva nel Mondiale Superturismo. So che era in trattativa per correre il Superstars, ma alla fine non si è chiusa. Ma lo stesso Ravaglia ha origini bolognesi, suo fratello ancora vive in città e lavora nella redazione di un settimanale di motori». Perché ha deciso di mollare il Fia Gt, che era il suo terreno di caccia preferito? «Perché non c’erano troppe certezze. La stagione della Supestars quest’anno avrà una copertura eccezionale. Gare in diretta su La7 e su Nuvolari Channel, una campagna di comunicazione senza eguali. Il Fia Gt è bellissimo, è una vetrina mondiale, ma non c’è nessuna gara italiana in calendario, e questo è uno scandalo. In più, ancora non esiste una copertura televisiva». C’è altro.
La certezza di avere una scuderia che si impegnerà con tutte le sue forze nel nuovo campionato. «A Ravaglia l’ho chiesto subito: quale sarà il vostro impegno principale? La stagione Superstars, mi ha risposto. Per me è una garanzia». Inizio il 28 marzo nel tempio di Monza. Dieci appuntamenti e una for-ancomula spettacolare. «Correremo sei volte in Italia e quattro all’estero. Esattamente a Hockenheim, al Paul Ricard, a Portimao e l’ultima gara a Kyalami, in Sudafrica. Il bello della formu l a è che tra gara1 e gara2 la griglia dei primi otto classificati verrà c o m p l e t amente invertita. Un’occasione in più per avere gare piene di suspence ». Niente male anche la lista dei protagonisti. C’è anche Johnny Herbert, uno che ha collezionato 165 gran premi in Formula Uno, vincendone tre e salend o s e t t e v o l t e s u l podio. E un quarto pos t o n e l M on d i a l e del ’95, con l a B e n e tton.
«Ma anche nel ’99 fece un capolavoro assoluto, portando alla vittoria per la prima e unica volta la Stewart Ford. Insomma, un grande. Che poi ha fatto anche il team manager. Curiosamente, era nello staff della Mi-dland quando provai la loro monoposto di Formula Uno. I destini si incrociano». Ce ne sono altri, di grandi nomi in questo campionato. «M orbi delli, che è in squadra con me, insieme a Gabellini e Cappellari. E poi Mimmo Schia ttarella, l’altro bolognese Luca Rangoni. Ed Emanuele Naspetti, altro ex della Formula Uno. Non si sa ancora se ci sarà anche Martini. Ma già così è una bella pattuglia, le sportellate non manchera n n o » . Qual è il prossimo traguardo, nella testa di T h o m a s Biagi? « N e h o due, molto semplici. Il p r i m o è q u e l l o d i con quist are e confermare la fiducia che mi hanno dato Ravaglia e la Bmw. Il secondo, quello di confermare quello che fin qui la mia carriera dice di me come pilota. Un trend positivo, direi.
Non vado in gara per stare a metà dello schieramento. Poi, si sa, nessuno corre per arrivare dietro. Non farò proclami, però. Serve anche un po’ di umiltà, devo imparare tutto. Di questo campionato, del tipo di gare, della macchina». Una cosa è certa: lei ha una scuderia alle spalle. Di questi tempi, è molto. «Il momento è difficilissimo, per tutti. Ma credo che la mia storia sia la dimostrazione del fatto che nella vita, se si ha voglia di fare, i risultati arrivano. Io sono ottimista nell’affrontare le situazioni. Appassionato, entusiasta. Ho avuto fortuna, a finire in questo team. Ma me la sono anche andata a cerc a re » .
THOMAS BIAGI è nato a Bologna il 7 maggio 1976. Ha debuttato nell’87 sui kart, vincendo un tricolore nel ‘91. Nel ‘94 è approdato in Formula 3 (due vittorie nella stagione successiva), poi tre stagioni in F 3000 e il titolo di vicecampione d’Europa nella Euro 300 Series, nel 2001. Passato alla Fia GT, è campione del mondo nel 2003 con sei successi (cinque consecutivi, un record per quel campionato) e si ripete nel 2007. In mezzo, anche due titoli iridati a squadre, quello di vicecampione del Campionato Lmes nel 2004. E la soddisfazione di aver testato due monoposto di Formula Uno nel 2005: prima la Jordan, poi la Midland. È al debutto nel campionato Superstars.