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Il Grande Tennis in Romagna.Imparare insieme a Furlan

Tennis in Romagna

Furlan, per il secondo anno ha incontrato i ragazzi della scuola tennis del Ct Massa, il contatto con le giovani leve è sempre emozionante?«Senz'altro, è anche il lavoro che faccio da qualche anno, stare vicino ai ragazzi mi piace moltissimo perchè vedi i loro miglioramenti in maniera tangibile».Lei è stato uno dei più forti giocatori italiani di sempre, è venuto naturale fare il tecnico dopo una grande carriera da professionista?«Sì, perchè si è incastrato tutto molto bene, io smettevo e la Federazione mi proponeva di fare il tecnico, era quello che mi piaceva, lavorare per trasmettere ai giovani le mie esperienze nel professionismo».

Da due anni difende i colori del Ct Massa Lombarda in serie A2, qual è il suo rapporto con la Romagna?«Ho imparato ad apprezzare questa terra, ci torno con piacere, trovo sempre tanta ospitalità e calore».Parliamo del giovani talenti locali: può dare un giudizio tecnico, da responsabile della Federazione, su alcuni dei più promettenti, partendo da Daniel Lopez Casaccia, anche lui giocatore del Ct Massa Lombarda?«Daniel lo seguo in prima persona perchè si allena con me al centro di Tirrenia. E' uno dei giovani più interessanti, a 18 anni è tra i primi 20 Juniores del mondo, quest'anno con Matteo Trevisan ha vinto il doppio Juniores a Wimbledon. Ha un potenziale molto alto».Come vede le prospettive di Federico Gaio?«E' un altro ragazzo molto interessante, l'anno scorso ha vinto il Mondiale a squadre Under 14, fa parte di un gruppo ottimo».

Passando al femminile cosa si aspetta dalla cervese Gioia Barbieri e dalla riminese Giulia Lambiase?«Del gruppo delle '91 Gioia Barbieri è quella che ha fatto il salto maggiore tra Vierin, Mayr e Di Giuseppe, ora è in America. Giulia Lambiase è una delle prime cinque in Italia tra le '92, è seguita da Paolo Pambianco e sta facendo abbastanza bene. Ha un potenziale fisico molto alto e può crescere molto».Nel suo ruolo di responsabile del settore tecnico federale ha come collaboratore il maestro faentino Michele Montalbini.«Con Michele c'era già un rapporto di amicizia per cui è stato il primo tecnico che ho preso a lavorare con me a Tirrenia al di fuori dello staff già presente. Ha lavorato bene prima con il gruppo dell'89 ed ora con quello del '90».
Oggi è più difficile sfondare nel tennis?«Il tennis si è velocizzato notevolmente, di conseguenza serve una preparazione atletica migliore, con tempi di reazione di più rapidi. Il livello medio si è alzato molto ed ora emergere è più difficile. E' importante pianificare bene il lavoro».Come spiega il miracolo di Massa, dove un Circolo di media grandezza sta lottando nel panorama nazionale al pari di grandi Club?«Qui c'è passione e molto interesse verso il tennis, si vuole cercare di fare bene e questo fa la differenza».Il tennis romagnolo ha sempre un ruolo di primo piano in Italia?«Direi di sì, si prosegue sempre su una strada di un certo livello».

Foto barcoder96

Tratto da Corriere Romagna del 26 Agosto 2007

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