«NON c'è un'emergenza sicurezza ma una situazione da tenere cotto controllo, specie perché Rimini ha anomalie economiche e sociali». Lo ha detto il sindaco Alberto Ravaioli, al consiglio comunale dedicato alla sicurezza, voluto da An e Forza Italia.
Il sindaco riferisce vari dati: la vittimizzazione (aver subìto direttamente uno o più reati) nel 2000 era al 27,1% nel 2007 si fermava al 19,3%. Il disordine sociale (la presenza visiva di drogati, spacciatori o prostitute) era nel 2000 al 60,7%, lo scorso anno toccava il 41,8%. Poi Ravaioli cita i dati odierni della questura sulla netta diminuzione dei reati nel primo semestre 2008. Mentre su un periodo più lungo cita la ricerca regionale 'La delittuosità nelle province dell'Emilia Romagna. Serie storica 1984- 2006': nel 1996 i reati denunciati sul territorio riminese erano 28.688, dieci anni dopo 24.126; nel medesimo lasso temporale, in regione i delitti crescevano da 175.296 a 243.822. Ravaioli dice «no al sindaco sceriffo».
Ma chiede di rafforzare la collaborazione tra enti locali e forze dell'ordine dentro ai Comitati sicurezza. Invoca il coordinamento delle diverse forze operanti: «Un'organizzazione razionale garantirebbe una presenza assidura, efficace e tranquillizzante per i cittadini». Loda le recenti disposizioni del governo «per stanare quei riminesi che lucrano sull'abusivismo commerciali, che combatteremo, parallalemente a politiche di integrazione». Plaude le rassicurazioni sugli organici di polizia avute dal ministro Maroni. Ma, precisa, «come San Tommaso crederemo ai fatti».
(Ri)annuncia la videosorveglianza in centro. Dice che i vigili urbani devono essere presenti sul territorio, con «più agenti», liberati da compiti d'ufficio, «non escludendo segnalazioni per rendere più rigoroso il percorso di certificazione di inabilità per il lavoro per strada». Un quarto dei vigili di Rimini risulta inabile.
foto di http://www.flickr.com/photos/impala74
Tratto da
Il Resto del Carlino del 11 Luglio 2008
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