Pubblicità
Cerca nel sito

Home / Notizie / Soft Air Rimini

La passione è in canna A Rimini dilaga il softair In guerra anche obiettori Tra i praticanti avvocati, donne e papà con figli

Il Resto del Carlino di Soft Air Rimini

IL SOFTAIR o soft air (in inglese: airsoft o air soft), noto anche come guerra simulata o tiro tattico sportivo, è uno sport di squadra basato sulla simulazione militare. L’attività può essere assimilata anche ad un gioco di ruolo che simula, tramite attrezzature apposite, azioni tattiche e strategiche di combattimento con repliche fedeli di armi da fuoco in città o boschi, tra fazioni opposte che devono conquistare obiettivi prefissati. Il gioco è innocuo e non violento, e si basa principalmente sul fair play e sulla correttezza sportiva.

Ogni giocatore è obbligato ad «autodichiararsi», ovvero a manifestare a voce e a gesti la sua eliminazione in conseguenza dell’impatto di pallini avversari sul corpo buffetteria e fucile, pena la squalifica, ed è tenuto a mantenere un atteggiamento di massima correttezza nei confronti di compagni ed avversari, per evitare il rischio di infortuni derivanti da un uso scorretto di attrezzature e protezioni. Anche in provincia di Rimini il softair s’è diffuso a macchia d’olio. Ed è quasi ovunque.

COLPI di passione. Raffiche di avventura. Proiettili di entusiasmo. Sono quelli che hanno centrato decine e decine di riminesi. In città e fuori. Tutti pazzi per il softair. Che ha già conquistato un plotone di persone: almeno 250. Che in mimetica e fucile simulano una missione. Di guerra. Ma anche di pace. A Rimini e provincia sono una decina le associazioni, con circa 25-30 affiliati a testa.
IL CUPIDO della softair ha scoccato la freccia all’inizio degli anni Novanta, ma ora l’affonda più che mai. In mezzo a quelle mimetiche, marciano anche avvocati e commercialisti. Ma c’è di tutto: operai, studenti, figli e papà. Ex militari, pochini. Ma non esiste l’equazione softair-guerrafondai. E’ solo una baggianata da luoghi comuni. Perché, in mezzo ai fanti, c’è pure qualche ex obiettore di coscienza. Chi passa la domenica (o il weekend) con il fucile in pugno sono diciottenni e oltre. Ma anche tizi oltre i cinquanta. Poi ci sono le gerarchie. Come in un esercito con tutti i crismi: sergente, capitano e via graduando.

Il capo è il tipo tosto. Quello che si mette in gioco con e per gli altri. Lo specchio della realtà e il realismo della vita militare si fanno corpo anche nella composizione degli «eserciti»: nel Riminese fioccano le donne in divisa. Ma occhio alle autorizzazioni. In un paese dell’entroterra, due settimane fa, un gruppo di ragazzi s’è sfidato. Di notte. Ma senza avvertire le forze dell’ordine. Fatto sta che i carabinieri si sono trovati in faccia dei marcantoni in mimetica e mitra. E allora hanno tirato fuori i loro, di mitra. E’ finita in un niente. Ma sarebbe potuta andare peggio. Però, in genere, le associazioni hanno un ottimo rapporto con le forze dell’ordine. E tutto fila via liscio.

LE MISSIONI sono impossibili e non. C’è quella classica, utilizzata dai riminesi in allenamento, che prevede la classica difesa della bandierina, con un gruppo che deve conquistarla. Poi si va nel difficile: spionaggio, sabotaggio e liberazione d’ostaggi. E qui bisogna pure studiare. Sul fronte equipaggiamenti, pure qui esiste il low-cost: quattro, cinquecento euro per chi inizia. Poi, è come tutte le passioni e gli sport: è un pozzo senza fondo. Un fucile per principiante costa sui 130 euro. Per quelli «professionali» si può arrivare a sborsare fino ai 500 euro. Dalla pista di Ho Chi Minh qui si passa alla pista tra i boschi romagnoli. Ma il brivido è lo stesso. A colpi di passione.
foto by http://www.flickr.com/photos/

Tratto da Giorgio Guidelli del 9 Novembre 2008

Segnala ad un amico

AddThis Feed Button
 
Notizie Correlate
Altre Offerte
Offerte correlate con Tag: Soft Air Rimini
Pubblicità

Eventi Correlati
 
Mappa del Sito - utenti on line - per informazioni tel.393.3351421
©2007 internet.sm s.r.l.