Pubblicità
Cerca nel sito

Home / Notizie / Soci Rimini Calcio

Gli industriali si chiamano fuori Soci del Rimini: no di Valentini e Maggioli

Soci Rimini Calcio

«LA COCIF ha messo sul tappeto le sue difficoltà, ora mi aspetto una risposta dai riminesi». Ma l’impressione è che l’appello lanciato ieri dal sindaco Alberto Ravaioli agli imprenditori riminesi, dopo che la Cocif ha minacciato di non iscrivere il Rimini al prossimo campionato di serie B se non troverà nuovi soci, sia destinato a cadere nel vuoto.

L’azienda di Longiano ha detto a chiare lettere, in una missiva indirizzata a Ravaioli, di non essere più disposta a rimetterci 5 o 6 milioni di euro ogni anno per sostenere i costi di gestione della squadra biancorossa. Se nei prossimi mesi non si faranno avanti nuovi partner, in grado di acquistare il Rimini o quanto meno condividere con la Cocif le spese della Rimini calcio, potrebbe essere addirittura a rischio la permanenza di Ricchiuti & c. nel campionato cadetto. Ma di soci, all’orizzonte, non se ne vedono proprio.
«LE VICENDE del Rimini non mi hanno mai appassionato, non mi interessa investire nella squadra biancorossa», taglia corto Luigi Valentini. Facendo capire che, in un momento come questo, in cui per le aziende è già dura chiudere i bilanci, spendere milioni per ‘salvare’ la Rimini calcio non ha senso. Un pensiero condiviso da Manlio Maggioli, a capo del gruppo Maggioli e presidente della Camera di commercio. «Prima di tutto, dovremmo chiederci se un così forte investimento, con i tempi che corrono, sia giustificato. Se insomma il Rimini in B porti, al di là dell’aspetto sportivo, un ritorno alla città anche in termini promozionali. Io ritengo di no. Rispetto i tifosi, immagino che per tanti riminesi sia una gioia e un motivo d’orgoglio vedere la squadra militare in serie B. Ma non credo che nemmeno questo giustifichi uno sforzo economico simile, da parte della mia come delle altre grandi aziende del territorio».
MAGGIOLI lascia intendere che anche i vertici degli altri grandi gruppi industriali, tra cui Scm a Marr, la pensino come lui. «E poi io, al Rimini, ho già dato». Erano gli anni ’70, e Maggioli, insieme ad Aureli, Patacconi, Vernocchi e altri imprenditori, si accollò onori ma soprattutto oneri della squadra biancorossa, approdata in B. «La mia avventura al Rimni durò poco. Per uscire dalla società, dovetti sborsare una somma pari al valore di una bella casa a Cortina...». L’unica soluzione per il Rimini, a detta di Maggioli, è che si costituisca «un fronte comune». Una sorta di azionariato popolare, attraverso cui «le imprese, anche le più piccole, e le associazioni, possano contribuire»

Tratto da Il Resto Del Carlino di Manuel Spadazzi del 2 Novembre 2008

Segnala ad un amico

AddThis Feed Button
 
Altre Offerte
Offerte correlate con Tag: Rimini Calcio
Pubblicità

Eventi Correlati
 
Mappa del Sito - utenti on line - per informazioni tel.393.3351421
©2007 internet.sm s.r.l.