Canoni, stop all’aumento Esultano bagnini e locali
Canoni, stop all’aumento Esultano bagnini e locali
ESULTANO i bagnini. Brindano quei locali del porto di Rimini, e la stessa darsena, che si erano visti aumentare i canoni di almeno 10 volte. Con l’emendamento approvato l’altra notte, e inserito nel decreto anticrisi, sono stati sospesi fino al 30 settembre tutti gli aumenti per le spiagge e per le altre concessioni su terreno demaniale.
Non solo: la proroga sospende anche i canoni per tutte le cosiddette ‘pertinenze’, ovvero quei casi in cui l’attività non solo è su terreno demaniale, ma occupa anche immobili di proprietà dello Stato. Proprio per le pertinenze, che nel Riminese sono una quindicina e riguardano la darsena, diversi locali sul lungomare, e il delfinario, due anni fa era arrivata la stangata con l’ultima finanziaria Prodi, che aveva aumentato di 10 volte (e anche più in alcuni casi) i canoni.
Tutti hanno già fatto ricorso al Tar, in attesa che venga attuato il nuovo protocollo sui canoni firmato dal sottosegretario Brambilla, dalle Regioni e dalla associazioni di categoria. Proprio perché il protocollo non è ancora pronto per diventare legge, la Brambilla ha deciso di concedere una proroga fino a fine settembre, congelando così tutti i canoni.
«E’ stata una scelta molto saggia — sottolinea Giorgio Mussoni, di Oasi Confartigianato — perché blocca tutto in attesa che il nuovo protocollo entri in vigore. Avessero dovuto pagare il canone richiesto dal Demanio, alcune attività, specialmente fra le pertinenze, avrebbero rischiato di chiudere!». Molto soddisfatto è anche il Sib, il sindacato degli operatori balneari della Confcommercio. Perché «l’emendamento non solo sospende i canoni, ma prevede modifiche d’importanza fondamentale».
Sono le modifiche inserite nel protocollo della Brambilla, che prevede la riclassificazione delle aree demaniali e la rideterminazione di tutti i canoni in misura più contenuta (per i bagnini riminesi, l’aumento medio sarà intorno al 50, 60%). Il protocollo rivede e abbassa anche i canoni delle pertinenze, aumentati a dismisura da Prodi.
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