DALLA SCOPERTA del primo tesoro, rinvenuto dagli operai comunali mentre scavavano per togliere un albero malato, sono passati 18 anni.
DALLA SCOPERTA del primo tesoro, rinvenuto dagli operai comunali mentre scavavano per togliere un albero malato, sono passati 18 anni.
Anni di lungaggini burocratiche e furiose polemiche con Vittorio Sgarbi. Anni di progetti e di scavi, serviti a far venire alla luce in tutto il suo splendore l'antica domus del chirurgo.
Ma ormai tutto è pronto per inaugurare il sito archeologico di piazza Ferrari, che permetterà a riminesi e turisti di ammirare, sia di giorno che di sera, la piccola e suggestiva Pompei riemersa dagli scavi.
L'APERTURA del sito della domus si terrà il 7, l'8 e il 9 dicembre, "e sarà davvero una grande festa - assicura l'assessore alla Cultura Stefano Pivato - Vogliamo celebrare l'evento in maniera insolita, con visite guidate ma anche con spettacoli, incontri, proiezioni.
Ma i primi in assoluto a vedere la domus saranno i bambini e i ragazzi delle scuole riminesi, con le visite guidate nei giorni prima della festa d'inagurazione".
Il cui programma è ricchissimo e prevede pure una notte bianca, anzi tre: "Tre Notti antiche, in cui la domus e i Musei resteranno aperti pure di notte". Intanto, aspettando il grande giorno dell'inaugurazione, ieri Pivato ha fatto da Cicerone nel sito, per mostrare in anteprima (prima alla stampa, poi ai colleghi della giunta) la domus e tutte le altri parti del sito di piazza Ferrari che apriranno al pubblico.
UNA VISITA suggestiva, che ha permesso di ammirare per la prima volta la nuova struttura che accoglie il sito.
L'accesso per il pubblico sarà dal lato di via Gambalunga, dove si può ammirare anche il giardino e la terrazza (coltivata a erbe aromatiche) sul tetto della struttura.
Struttura che è tutta in muratura (sono stati usati mattoni in cotto) e vetro. Un vetro molto sofisticato, sottolinea Gian Maria Moretti (direttore del cantiere), "anti-sfondamento e anti-riflesso, ma capace di far visitare al meglio il sito durante il giorno con la luce del sole, e di vederlo alla sera", con le luci montate sul soffitto e alle pareti.
Dello stesso vetro sono anche tutte le passerelle all'interno della struttura, che corrono intorno alla domus e all'edificio, di epoca più tarda (risale al 5 o 6 d.C.) e permettono di ammirare il sito. I cui resti si presentano conservati in modo straordinario. "I mosaici sono di una bellezza unica - osserva Pivato - Siamo di fronte a una piccola Pompei: la casa venne abbandonata in seguito a un incendio, di cui restano ancora tracce ben visibili, sulle pareti, sulla grata, e sugli strumenti da chirurgo rinvenuti (oggi conservati al Museo, come espressamente richiesto dal Ministero), e questo ha fatto sì che si riuscisse a mantenere in questo stato".
Ora c'è molta curiosità (e anche un pizzico di preoccupazione) da parte di Comune e tecnici su come 'reagiranno' i resti della domus (e dell'altro palazzo scoperto in piazza Ferrari) all'apertura al pubblico.
Per fare fronte all'umidità, che è notevolissima (all'epoca la domus si affacciava sul mare...) e agli sbalzi di temperatura, il Comune ha fatto installare un impianto di climatizzazione per tutti i 700 metri quadrati di scavi.
FU PROPRIO l'impianto di climatizzazione, come ricorda Pivato, al centro delle polemiche con Sgarbi. "Dopo i ritrovamenti nel 1989 , e la prima fase degli scavi, dal 1991 al 1996, nel 2001 avevamo presentato il primo progetto per realizzazire la struttura della domus. Ma il Ministero dei Beni culturali, (allora il sottosegretario era Vittorio Sgarbi), fermò tutto perché non voleva impianti di climatizzazione, e disse che dovevamo ispirarci alla domus di Porfinio, in Abruzzo.
Andai io personalmente così a visitare il sito in Abruzzo, e lo trovai sempre chiuso proprio perché loro, senza la climatizzazione, aveva dei seri problemi nel mantenere aperta la loro domus a causa degli sbalzi termici...".
Due anni dopo il Comune ripresenta il progetto, praticamente identico, e stavolta, complice l'uscita di scena di Sgarbi, ottiene finalmente il via libera. Il resto è storia recente, con l'avvio del cantiere (nel dicembre 2006) e la grande inaugurazione della domus dal 7 al 9 dicembre. Che, salvo sorprese, dovrebbe essere tenuta a battesimo da Alberto Angela, il conduttore di Ulisse, e Michele Mirabella.
foto by gbraschi