IL TURISMO «tiene». Non viaggia a gonfie vele ma - specie rispetto al trend nazionale - la Riviera di Rimini «si difende bene».
IL TURISMO «tiene». Non viaggia a gonfie vele ma - specie rispetto al trend nazionale - la Riviera di Rimini «si difende bene».
Anche se col «segno meno». Calo dell’1,4% di arrivi nei primi sette mesi del 2009 (gennaio - luglio): in tutto 1.790.112 persone (delle quali 349.012 straniere).Calo analogo, dell’1,4% delle presenze - ovvero il numero di pernottamenti - nello stesso periodo: 8.954.604 presenze (2.006.590 estere).I dati sono della Provincia di Rimini (Uffico statistica). Diffusi dall’assessore al Turismo Fabio Galli, in conferenza stampa congiunta alla darsena con il vicesindaco di Rimini Maurizio Melucci, i sindaci di Riccione Massimo Pironi, Bellaria Enzo Ceccarelli, gli assessori al Turismo di Cattolica, Maria Claudia Gerboni e Misano, Claudio Baschetti. Gli amministratori hanno tracciato un bilancio provvisorio dell’estate turistica.
Completi i dati fino a tutto giugno. Completi per ora al 60% (tuttavia ritenuti significativi) quelli di luglio.Morale della favola: a livello nazionale, come segnala Federalberghi, il calo di presenze è del 7,1% («un’annata turistica ormai compromessa»).
La costa Riminese se la cava meglio.«SPECIE alla luce delle previsioni di inizio anno degli stessi operatori», attacca Fabio Galli.
Federalberghi segnala, per il periodo considerato a livello nazionale, anche un calo del 5,6% dei lavoratori occupati nel settore. Una «voce» mancante nel report provinciale, che sarebbe interessante inserire in futuro.
Veniamo ai dati, forniti solo su carta e non su supporto informatico dalla Provincia.Per luglio la Provincia indica un +1,7% di arrivi, e +0,4% di presenze. «Buona partenza anche per agosto, confermata dagli operatori».
«Si consolida il turismo nazionale — sostiene la Provincia — mentre calano i flussi turistici esteri». Qui mancano per ora i numeri assoluti. Comunque maglia nera alla Russia (-23,9% presenze, -29,5% arrivi) ed area ex Sovietica: -11,4% presenze, -27% arrivi.
A PICCO anche il Regno Unito: -21,4% presenze; -3,1% arrivi.Malissimo pure la Polonia: -20,5 presenze; -8,3% arrivi. Segno meno più contenuto per Scandinavia (-11% presenze; -11,2% arrivi) e Benelux (-4,5% presenze; -1,1% arrivi). In aumento invece i vacanzieri svizeri: +9,8% presenze; +9,6% arrivi. Anche la cara - vecchia Germania è positiva (sul 2008, ma resta l’abisso con gli anni d’oro) anche se non a doppia cifra come sbandierato da qualcuno: -3,2% presenze; +3% arrivi.
Austria: +5% presenze; +3,1% arrivi. Francia: +3% presenze; +2,4% arrivi.
In rosso il totale mercato estero: -5,8% presenze; -7,7% arrivi. Un calo «compensato» dalla tenuta del mercato italiano - spiega Galli -, che ‘pesa’ per il 77,6% del totale dei turisti, con permanenza media di 4,8 giorni.
Gli arrivi italiani, da gennaio a luglio, segnano un +0,2%; le presenze -0,1%.
«Si conferma — afferma la Provincia — in una situazione di crisi generale, la naturale vocazione della Riviera di Rimini come meta preferita degli italiani, con maggiore tenuta sui bacini storici di prossimità (Emilia Romagna e Lombardia, con segno positivo) e qualche criticità su regioni più colpite dalla crisi (Veneto e Piemonte, segno negativo)».
NELL’ANALISI per mese, pesante segno meno per i primi tre dell’anno: gennaio (-10,1% presenze); febbraio (-15,6%); marzo (-32,8%, ma nel 2008 c’era la Pasqua). Qui i numeri sono più bassi, ma il grosso calo - secondo il vicesindaco e assessore al Turismo del Comune capoluogo, Melucci, è segno che «la crisi c’è, e in quei mesi ha colpito fortemente il mercato fieristico e congressuale».
La Riviera dunque «tiene». Ma i responsabili pubblici del turismo rivierasco si dichiarano concordi nello specificare che «non basta guardare ai numeri di presenze e arrivi, occorre considerare il fatturato delle aziende ricettive, e verificare l’indotto, commercio in primis».
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