«LA MAGGIOR parte delle famiglie si indebita non per comprare tivù o telefonini, ma perché hanno perso il loro potere d'acquisto». Così il segretario provinciale Cgil, Meris Soldati, interviene sul tema lanciato ieri da Vitali. Per l'assessore molte delle famiglie che chiedono al Comune un aiuto economico (saranno almeno 2mila nel giro di due o tre anni) sono indebitate a causa delle rate fatte per comprare beni di non prima necessità.
«Ma c'è una larga parte di riminesi, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati, non necessariamente con stipendi bassissimi, che un tempo sarebbero stati definiti ceto medio, che si sono oggettivamente impoveriti a causa dell'aumento spropositato del costo della vita. I prezzi crescono a dismisura, e a Rimini l'inflazione aumenta più che in Italia: ad agosto è salita al 4,1% in un anno.
Basta che uno dei componenti della famiglia debba ricorrere a cure mediche, per mettere in difficoltà i bilanci». Per questo motivo domani mattina dalle 19,30 anche a Rimini la Cgil (come in altre città) scenderà a manifestare, in piazza Tre Martiri. Un presidio voluto per chiedere maggiori tutele e diritti per i lavoratori, a partire da redditi e sicurezza, ma anche per ribadire il proprio «no» ai tagli annunciati sulla scuola». E domattina, sempre dalle 9,30, anche la Cisl scenderà in piazza tre Martiri in nome della sicurezza e della tutela sul lavoro.
foto di http://www.flickr.com/photos/dmarz55
Tratto da
Il Resto del Carlino del 26 Settembre 2008
Articoli Collegati
Paniere Prezzi RiminiCapodanno del vinoFloreaRimini Raccolta OliveTre ciclisti di Cervia in Sud AmericaGemellaggio Cesenatico SvizzeraMese per le Famiglie RiminiRaccolta Rifiuti RiminiVolontariato Ambientale Alta ValmarecchiaArte contro barriera handicapIncontri Storia di RiminiConcorso Il Cammino RiminiMarcello Arcangeli
Segnala ad un amico