AI CONTROLLI antidoping si sarebbero salvati, ma a quelli dell’etilometro avrebbero fatto registrare sicuramente tassi da record.
AI CONTROLLI antidoping si sarebbero salvati, ma a quelli dell’etilometro avrebbero fatto registrare sicuramente tassi da record.
Fortuna ha voluto che i 250 partecipanti alla «Nove Bar» non abbiano incontrato nessuna pattuglia altrimenti, visto il nuovo codice della strada, avrebbero preso il volo parecchie patenti. Perchè l’obiettivo dichiarato della manifestazione era uno solo: «Moriremo sì, ma non di sete».
E con questo slogan sabato 8 agosto alle 23,30 è partito il tour alcolico per le strade di Rimini. Punto di ritrovo il bar Ponterotto di via Flaminia dove il Surro Team, organizzatore della seconda edizione della «Nove Bar», aveva dato appuntamento ai 250 ‘ciclobeoni’ a caccia della bizzarra impresa.
«L’anno scorso eravamo in 70, quest’anno invece abbiamo fatto il pieno — spiega uno degli organizzatori —. L’idea ci è venuta un po’ per caso in spiaggia: un gruppo di amici che aveva voglia di organizzare qualcosa che lasciasse il segno». E a giudicare dalla risposta il segno l’hanno lasciato davvero. Il regolemento della serata era molto semplice: 10 euro per l’iscrizione al tour ‘guidato’ verso nove bar in cui bere un cocktail diverso. Segno di riconoscimento la maglietta sulla quale i baristi avrebbero dovuto mettere una sigla che attestasse l’avvenuta bevuta.
AD APRIRE le danze è stato un bicchiere di Montenegro al bar Ponterotto quindi tutti in sella per il Ciuri Ciuri in zona stadio dove ad attendere i pedalatori c’era la Sambuca. Dopo il lancio di qualche fumogeno tutti ancora in sella per affrontare il ‘gran premio della montagna’ rappresentato da un bicchiere di whisky da Bigno. Quindi il plotone compatto ha proseguito fino all’Arco d’Augusto per la foto di rito. Con l’alcol che saliva l’allegra (è proprio il caso di dirlo) brigata faceva rotta sulla Quinta Strada che ha dissetato i partecipanti con un’Anima Nera. Quinta tappa da Jakko a base della ‘pozione’, un misterioso cocktail che ha spinto il gruppo fino al Kiosko dove hanno trangugiato un Americano, prima del coca e rum che il attendeva al Barrumba.
Il gruppo, decimato dai numerosi ritiri, dava le ultime pedalate per arrivale al Solo, sul lungomare Tintori, dove li attendeva il Negroni prima della volata finale sulla palata del porto con il traguardo posto al Rockisland: qui ognuno ha potuto scegliere la bevanda (alcolica, naturalmente) che preferiva. Ad assicurarsi la coppa e un persistente mal di testa è stato Paolo Filippini che per suggellare il trionfo si è tuffato nel canale davanti all’ancora. La sera di Ferragosto, smaltiti i postumi della sbronza, la premiazione del vincitore. Ma nessuno può dire di essere rimasto a bocca asciutta.
foto by http://www.flickr.com/photos/alexandrechang/