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Il Sangiovese che piace oltre la Manica. Gli inglesi amano il Tauleto

Sangiovese piace agli inglesi

È la seconda volta in quattro anni che il Tauleto vince questo prestigioso premio, la prima è stata nel 2004. Il concorso, che prevede la premiazione dei migliori vini prodotti, suddivisi per categoria di vitigno, è composto da una giuria di 25 selezionati master of wine provenienti da tutto il mondo, oltre a giornalisti e addetti al settore.

Solo i vincitori dei massimi riconoscimenti per categoria vengono ammessi alle selezioni per il Sangiovese Trophy.«Il mercato estero negli ultimi anni ha registrato crescite molto importanti, nell'ordine del 25-30 % all'anno. I nostri vini sono esportati attualmente in tutti il mondo, abbiamo toccato i 60 paesi, il 60% della nostra produzione esce dai confini italiani. Da tre anni abbiamo iniziato ad esportare anche in Asia, Russia, Polonia e Messico con buoni risultati sia a livello di volumi che di posizionamento», dicono soddisfatti per la vittoria alla cantina sui colli di Liano.

Presidente della giuria per l'anno 2007 era Gina Gallo, discendente della più grande winery della California, la "Ernest and Julius Gallo", che il giorno 6 Novembre a Londra, ha consegnato a Umberto Cesari durante il galà ufficiale della premiazione il prezioso trofeo in cristallo.«La nostra filosofia è quella di lavorare sempre con impegno e amore verso questo vitigno - conclude l'amministratore delegato della cantina stessa Umberto Cesari - e credere nel territorio e nelle persone.

Ora questa terra ci sta premiando e ci sta portando grandi risultati».Il Sangiovese Tauleto rappresenta per Cesari quello che egli stesso definisce «la realizzazione di un sogno». Questo vino nasce infatti dalla voglia di dimostrare che anche la Romagna è in grado di produrre un grande rosso a base Sangiovese, capace di reggere il confronto con i "cugini? toscani.Un duro lavoro nato più di 10 anni fa sul vigneto, affinando tecniche di coltivazione all'avanguardia che consistono in una selezione clonale di Sangiovese grosso e una riduzione della produzione per pianta che arriva fino al 50%, portando così a ottenere una resa di circa un chilogrammo per pianta.

L'uvaggio di 90% Sangiovese e 10% Bursòn Longanesi, l'invecchiamento in barrique di Allier per 24 mesi, danno origine ad uno vino di grande struttura ed importanza, con una longevità difficile da trovare in altri vini della regione.
(phot by volpe1981)

Tratto da Corriere Romagna del 23 Novembre 2007

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