Il provvedimento del governo per ristrutturare casa senza burocrazia, è piaciuto al Comune di Rimini, lo stesso non si può dire per la Consulta dei progettisti. Le informazioni sono ancora “preliminari” su cui Antonio Gamberini, assessore alla Pianificazione territoriale e Marco Manfroni, presidente della Consulta, si sono basati. L’altro ieri è stato dato il via libera dal Consiglio dei Ministri al provvedimento che era in precedenza contenuto nel disegno di legge di semplificazione Brunetta – Calderoli. Dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dettagliato alle amministrazioni locali e agli ordini professionali. Ciò permetterà ai cittadini di fare in case e condomini interventi “non strutturali”, di manutenzione straordinaria senza la richiesta del Dia (Dichiarazione inizio lavori) ai Comuni e l’ausilio di tecnici.
Gamberini avrebbe dichiarato “posso anticipare che alcune delle semplificazioni del decreto governativo, ad esempio sull’installazione dei pannelli fotovoltaici, sono stati già liberalizzati con la delibera recente del consiglio comunale. Quanto alla manutenzione straordinaria, significa sostituire l’esistente ammalorato - tubi da cambiare, muffa alle pareti ecc. - quindi lavori di basso impatto: va benissimo sburocratizzare e velocizzare. Una cosa utile, positiva. Oggi per sostituire un tubo scassato, togliendo il pavimento, devi chiedere l’autorizzazione, la Dia. Naturalmente anche il più piccolo intervento richiede responsabilità. Quando si toccano impianti elettrici, ad esempio, ne va della sicurezza. Ma concordiamo sui principi di maggiore snellezza”.
E’ dello stesso parere il presidente del Collegio geometri Adriano Leardini che concorda nel dare meno lavoro ai tecnici per velocizzare gli interventi su parti non strutturali. Di parere opposto il presidente della Consulta delle professioni tecniche (ingegneri, architetti, geometri, geologi ecc.) l’ingegner Marco Manfroni che avrebbe dichiarato: “In linea di principio concordiamo ovviamente con la semplificazione delle procedure, per la quale ci battiamo da anni. Ma c’è in particolare un aspetto del provvedimento che non ci convince.
E’ il proprietario che deve autocertificare se gli interventi che vuole fare riguardino parti strutturali o non strutturali dell’immobile. E’ evidente che l’interesse immediato di chi interviene è quello di ‘alleggerire’ l’impegno economico. Se dichiara che non sono muri strutturali, può aprire ad esempio una o più porte interne nuove. Noi riteniamo però che questa valutazione debba farla un tecnico.
Per evitare possibili problematiche successive. E seri rischi. Nel caso di proprietà parcellizzate, come un condominio, interventi inopportuni potrebbero mettere a rischio non la tenuta statica di quel singolo appartamento, ma dell’intero complesso. E’ di pochi anni fa il caso, a Roma, di una palazzina crollata. Le verifiche hanno poi accertato che attività ai piani più bassi, garage e lavanderia, se ricordo bene, per necessità di spazi più vasti, avevano demolito alcuni muri e pilastri ritenuti non strutturali. Con le conseguenze disastrose che ci sono state”. Non è che difendete il vostro orticello di progettisti? «Non è questo il punto. Sì alla semplificazione, ma entro limiti di tutela per i cittadini”.