Goldin se ne va lasciando i riminesi un po’ stupiti e con un grande patrimonio, dato che ha insegnato loro come si organizza un evento e renderlo accattivante.
Goldin se ne va lasciando i riminesi un po’ stupiti e con un grande patrimonio, dato che ha insegnato loro come si organizza un evento e renderlo accattivante.
Molti conoscevano l’anima di Goldin, al quale interessava colonizzare terre vergine e desiderose di cultura, per poterne ricavare un cospicuo guadagno. Questo è quanto è successo a nche a Rimini, ma nessuno può negare che Goldin avesse un fiuto eccezionale per gli affari. Ora quale sarà il futuro di una città che ha appena scoperto un’anima culturale? Chi si occuperà di far innalzare questa vena culturale adesso che non c’è più Goldin, che il principale finanziatore di eventi culturali è al verde, l’amministrazione è precaria con il fine mandato che bussa alla porta? In questa situazione è davvero difficile dare più risalto alla cultura, ma non sarebbe neanche giusto pensare “Via un Goldin se ne fa un altro”. Goldin ha dato importanti lezioni ai rappresentanti di Rimini, ha insegnato loro che oltre ad organizzare buone iniziative è indispensabile saperle comunicare, senza badare a spese perché la pubblicità è l’anima del progetto, e attira le persone. Inoltre ha insegnato ad essere efficaci ed efficienti nell’organizzazione, senza lasciare nulla al caso o dare niente per scontato. Per di più ha insegnato che bisogna essere in grado di puntare su coloro che amano l’arte, ma che non la comprendono pienamente.
Queste sono le perle do saggezza che Goldin ha regalato a Rimini, perle indispensabili da seguire se si desidera far conoscere Rimini come una città culturale sia sulla scena nazionale che internazionale.
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