La vittoria più bella: basta violenza

Rimini in Fair Play


Tutti a sostegno della campagna del Comune "Rimini in Fair Play" contro la violenza nello sport. Tutti hanno voluto far sentire la loro voce, a partire da Patrick Venerucci e Beatrice Palazzi Rossi:

«La violenza nello sport non ha senso, non c'entra nulla con chi ama veramente lo sport», ad Alessandro Alessandri: «La violenza in televisione non fa parte dello sport, gli sportivi veri sanno cosa significa impegnarsi», passando per Nicola Ciotti: «Appartengo ad uno sport (l'atletica, ndr.) estraneo a fatti di violenza, come sportivo la violenza è da disprezzare» e Julaika Nicoletti (atletica): «Lo sport è vita, con la violenza si uccide lo sport e quindi anche noi stessi», fino a Vania Rossi: «I tifosi violenti vogliono dimostrare il proprio amore per il loro sport, in realtà lo danneggiano. Il ciclismo è festa» e Carlotta Manzi: «Nella scherma fin da bambini si insegna il rispetto per l'avversario, dal saluto iniziale fino al ringraziamento finale. Non dare la mano al termine del duello è sanzionato con la squalifica».

Testimonianze sono arrivate anche da Xu Hui Hui (arti marziali): «Lo sport deve insegnare la passione, il rispetto per l'avversario ed il maestro», da Elisa Celli (nuoto), testimonial del Panathlon Club Rimini per il suo impegno per la lealtà e la correttezza nella pratica sportiva: «I veri atleti sono quelli che combattono sul campo, ma con la violenza un atleta non vive bene la sua attività», e da Tommaso Totti (motociclismo): «Come tra due avversari in campo ci deve essere rispetto reciproco, così anche tra due tifoserie».

Matteo Rossi (pugilato) ha sottolineato: «Nella boxe non ci sono problemi tra tifoserie, la violenza tra due pugili è quasi inesistente, non conosci l'avversario prima di entrare sul ring ed alla fine si è sempre amici"». Igor Gaudi (tennis) ha ribadito: "La responsabilità delle famiglie e degli allenatori nell'educare contro la violenza», Frida Svensson (frisbee): «Noi ci autoarbitriamo, da noi la violenza non può esistere, mi sembra interessante coinvolgere i bambini». Mario Chiarini (baseball) ha sottolineato alcuni aspetti : «La violenza non c'entra con lo sport, bisogna far arrivare questo messaggio a tutti, ai bambini in particolare», così come Daniele Mangione (rugby): «Il nostro è uno sport violento, ma sui campi non succede niente. da noi c'è rispetto per l'arbitro e per l'avversario e nel 3º tempo è festa per tutti».

(foto di http://www.flickr.com/photos/elogiodellafuga)