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Rimini Cinema

Rimini Cinema

Rimini al Cinema: Ritorna puntualmente, anzi in anticipo rispetto agli altri anni, Rimini al cinema che, alla sua sesta edizione, registra alcune importanti novità. La manifestazione, nata dalla collaborazione fra la Fondazione Fellini, la Cineteca comunale e il cineclub Hellzapoppin' ha allargato le collaborazioni che ora comprendono anche i cineclub Belfagor e A'marena, nonché Unasp Acli.

"Rimini al cinema" riparte con "Crazy"

RIMINI. Ad inaugurare la rassegna, questa sera alle 21.30 Crazy di Jean-Marc Vallée (Canada 2005), con Michel Côté, Marc-André Grondin, Danielle Proulx, Pierre-Luc Brillant, Émile Vallée. La pellicola, che sarà proiettata alla Cineteca del Comune di Rimini anche sabato, domenica (anche ore 16.30) e mercoledì 18 ottobre, racconta storie d'amore familiari che si intrecciano. Ambientato in Canada, a cavallo tra gli anni '60 e '80, la pellicola affronta l'amore orgoglioso di un padre per i suoi cinque figli maschi e quello conflittuale di un figlio per suo padre, un amore così forte che lo costringe a mentire su se stesso e sulla propria diversità.

C.R.A.Z.Y. è la storia di una famiglia che inizia negli anni 60 e arriva fino ai nostri giorni. E' la storia dei cinque fratelli Christian, Rymond, Antoine, Zac e Yvan Beaulieu e dei loro genitori: una famiglia borghese colta in tutte le sue sfumature e devianze, raccontata nei suoi momenti di gioia come in quelli di sofferenza.

Soprattutto C.R.A.Z.Y. è la storia di un figlio davvero particolare perché nato la notte di Natale: Zac, un bimbo molto speciale, a detta del papà un piagnucolone, che si veste da femmina e con una sensibilità e poteri fuori dal normale.

Unn bimbo molto legato alla madre, preso in giro dai fratelli maggiori, che cresce in competizione soprattutto con il più selvaggio e dannato Rymond, in conflitto con il padre e combattuto nei suoi sentimenti tra l'amare le donne o gli uomini.

Ma dopo un'adolescenza sofferta vissuta con il mito di David Bowie all'ombra della sua vera identità, Zac accetta e riesce a far accettare agli altri la sua vera natura di essere attratto dai ragazzi e al funerale del fratello Rymond si riappacifica con il padre.

Il film, ispirato alla storia vera di un amico del regista che ha perso il fratello e però contemporaneamente ha riguadagnato il padre, ha avuto una gestazione molto lunga: la sola stesura della sceneggiatura infatti è durata cinque anni così che il regista si è preso il lusso in questo mondo dal mito della velocità di meditare bene sul da farsi.

Raccontando la vita a tutto tondo di una famiglia tra i suoi alti e bassi era fracile cadere nel melodrammatico ma il regista si tiene lontano da questo rischio rivelando di aver chiestoesplicitamnte ai suoi attori di evitare lacrime ed espressioni troppo commoventi e riuscendo invece a far trapelare le emozioni più vere e sottili soltanto filmando i protagonisti dall'esterno o di schiena.

In C.R.A.Z.Y. la scenografia e i costumi sono importantissimi per attraversare le diverse epoche e rendere al meglio quelle atmosfere dagli anni 60 sino ad oggi e tracciare i cambiamenti di età dei protagonisti. Altro elemento essenziale per la struttura del film è la musica: le canzoni (David Bowie, Pink Floyd, Rolling Stone soprattutto) sono il filo rosso che scandisce i tre momenti (infanzia, adolescenza e mondo adulto) della storia personale di Zac e della sua famiglia.

Diretto con disinvoltura e alternando momenti più seri ad alcuni davvero esilaranti (indimenticabile l'imitazione di Zac di D. Bowie in camera da letto con tanto di trucco 'glitter rock') e a sequenze di pura fantasia e spettacolo, C.R.A.Z.Y è una commedia divertente, brillante, ricca di fili conduttori e di spunti (forse fin troppi), una boccata d'aria all'interno dei film così cupi e impegnati delle Giornate degli Autori.

Tratto da Corriere Romagna del 13 Ottobre 2006

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