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Rimini Capodanno al 'verde' Lo paghino le imprese Dal 2009 un contributo per realizzare gli eventi

Rimini Capodanno 2009

UN CAPODANNO «dimagrito». Non proprio un piatto di lenticchie - ci sarà anche lo zampone - ma poco altro. Sì a star e starlette tv. No a nani, 'tromboni' e ballerine del sottobosco. Niente cenone a sbafo. Parte hospitality ridotta al minimo. E niente tensostruttura: «E' quella che ci costa di più - spiega il vicesindaco Maurizio Melucci -. Utilizzeremo la sala dell'Apt, anche se conterrà meno ospiti». Nel 2007 l'intero pacchetto di eventi natalizi - da metà dicembre alla Befana - era costato sul milione di euro, 700mila dei quali dal Comune. Il resto da Provincia, Apt, sponsor. Il grosso della cifra assorbito dal telecapodanno.

«Si potrà ridurre di 200-250mila euro la spesa del 2007 - continua Melucci -. Mantenendo il cuore dell'iniziativa. Con una robusta cura dimagrante. Eliminando appuntamenti non strategici. Ma confermando gli altri, a partire dai presepi di sabbia, che hanno riscosso un formidabile successo anche mediatico». Insomma, un Capodanno senza botto. Che potrebbe ridursi a un semplice petardo nel San Silvestro 2009, «se non ci cambierà marcia riguardo ai finanziamenti».

« Ho molto apprezzato il dibattito che è sorto nei giorni scorsi tra le categorie - prosegue il vicesindaco -. Da un lato i giudizi lusinghieri per il rilievo assunto dalla manifestazione. Dall'altro la disponibiltà a uno sforzo comune per reperire la risorse per continuare nel migliore di modi. Sarebbe da stupidi perdere la diretta Rai per problemi nostri. Se poi loro cambiano il palinsesto, è questione diversa». Melucci propone una «via riminese» al federalismo fiscale del ministro Calderoli. Come? Aumentando il diritto camerale a carico delle imprese per finanziare eventi turistici di rilievo. Oltre al Capodanno Rai, Notte Rosa, fiera del wellness, MotoGp.

Al governo non costerebbe nulla e neppure ai cittadini: sarebbero le imprese a farsi carico del piccolo balzello. Poche decine di euro in più: con 70 euro per ciascuna delle 30mila partite Iva, si avrebbero dai 2 ai 2,5 milioni di euro. Le imprese ne avrebbero un ritorno in puri termini economici. L'assessorato al Turismo dispone di 1,9 milioni di euro l'anno, per eventi grandi (pochi ma costosi) e piccoli (centinaia). Meglio quello rispetto alla nuova tassa di scopo pro eventi, prevista dalla Finanziaria di Berlusconi.

« Quella e la tassa di soggiorno - prosegue Melucci - colpirebbero tutti i cittadini o i turisti in modo indiscriminato. E sarebbe mal digerita. Chiediamo alle imprese di contribuire allo sviluppo dell'economia locale. E non è un'imposizione: il mondo imprenditoriale mai come ora è attento e partecipe. Le categorie hanno già mostrato grande responsabilità proponendo la cabina di regia pubblico-privata, che va benissimo».

foto by http://www.flickr.com/photos/hydruntum

Tratto da Il Resto del Carlino di Mario Gradara del 17 Settembre 2008

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