LA ‘GUERRA’ delle campane divide a metà un paese. Pare di essere tornati ai tempi di Peppone e don Camillo e ancora una volta, almeno per ora, è il secondo ad averla vinta. Niente sembra fermare don Giuseppe Scarpellini, parroco di Santa Giustina, contro il quale stanno marciando alcuni residenti stremati, dicono, dal suono continuo, e soprattutto amplificato, delle campane della chiesa. A cui si aggiungono funzioni, canzoni e festeggiamenti in dimensione stereo.
E se una parte della frazione implora di abbassare i decibel per amore di quiete e sonno, l’altra metà si schiera al fianco del sarcerdote, per nulla intenzionato ad abbassare i toni. Le proteste erano cominciate già tempo fa, ma ora, visti i risultati zero, un intero condominio ha affidato al suo amministratore l’incarico di aprire le ostilità. «La lamentela — scrive nella lettera inviata anche alla Curia di Rimini — non riguarda tanto l’uso che viene fatto delle campane, per il quale c’è una sorta di rassegnazione, ma il fatto di dovere ascoltare tutti i giorni, più ore al giorno, le funzioni religiose, Radio Maria e musiche natalizie e/o pasquali che siano, che vengono diffuse con sistemi acustici talmente potenti che i condomini dalle loro abitazioni riescono tranquillamente ad ascoltare la voce dei fedeli in preghiera».
