Siamo ricchi, ma non lo sappiamo

Rapporto economia Rimini


BENE il turismo e i servizi, in calo il mattone e male - al solito - il commercio con l'estero. Si conferma il trend di crescita degli ultimi anni del Riminese. Ma la notizia vera - che emerge dal Rapporto sull'economia 2007-2008 della Camera di Commercio, presentato con Fondazione Cassa di Risparmio, mostra Rimini all'11° posto tra le province italiane per benessere economico. Il 233° su 1.251 province europee per potere d'acquisto, «collocandosi tra le aree più ricche d'Europa». La percezione del benessere - spiegano gli autori della ricerca, presentata nell'Aula Magna universitaria - è però più bassa rispetto alla crescita reale». I dati.

MANIFATTURIERO.
Rilancio della produzione, sulla scia della ripresa avviata nel 2006, a fronte della caduta del 2005 (-0,5%).
I dati del 2007 mostrano performance positive per il manifatturiero (in linea col regionale e sopra al nazionale).

TURISMO.
Il 2007 anno molto positivo per il turismo. Non solo per gli arrivi (2.947.910 con un +4% sul 2006) e delle presenze (15.721.893, +1,7%). Anche perché «Rimini è riuscita in questi anni a diversificare e ampliare la sua offerta. Accanto al balneare, che rimane trainante e fondamentale... congressuale e fieristico hanno permesso di destagionalizzare l'offerta».

COMMERCIO ESTERO
La provincia è quella col valore più basso in regione, sia per import (2,0% sul totale regionale) che export (3,2% sul totale).
Esportazioni
Il settore principale è quello di macchine e apparecchi meccanici col 28,0% sul totale, seguito da industrie tessili e abbigliamento col 27,4%. A seguire mezzi di trasporto col 18,6%.
Importazioni
Il peso più rilevante è rappresentato dai prodotti alimentari, bevande e tabacchi con il 21,1% del totale. Seguono i mezzi di trasporto col 18,0% e i prodotti industrie tessili e abbigliamento col 14,2%.
Saldi export-import: i migliori sono macchine meccaniche, tessile e abbigliamento, mezzi di trasporto.
Negativo «significativamente» invece il saldo del settore alimentare, bevande e tabacco (- 32.877.306 euro).

MERCATO del lavoro.
Tasso di attività (15-64 anni) del 68,9%, leggermente inferiore a quello del Nord-Est (69,6%) e al medio regionale (71,9%), ma decisamente superiore alla media italiana (62,7%). La migliore performance è nei servizi: +2,7% (+2,2% per l'Emilia Romagna e +1,8% per l'Italia). «Pesando per oltre il 75% sul valore aggiunto provinciale, contribuisce notevolmente a sostenere l'attività economica». Gli altri settori mostrano risultati più modesti. Negativi sul settore edile, in contrazione sul periodo 2006-2010 dello 0,4% medio annuo. Ma nel quinquennio 2001-2005 il comparto era cresciuto dell'8,4%.
Per l'industria, che produce il 15,9% del valore aggiunto provinciale, si prevede fino al 2010 una crescita minore (+0,6%) rispetto al regionale (+1,4%) e al nazionale (+1,3%).
La ricerca indica, «di fronte ad un sistema che continua a produrre ricchezza, una sostanziale riallocazione dei redditi a favore solo di alcune classi sociali e non di tutte: un circolo virtuoso tra imprese e territorio indebolito ma non interrotto, che necessita interventi per non allentarsi ulteriormente, a partire da nuovi strumenti a sostegno dei cittadini a rischio di esclusione sociale». Previsioni di sviluppo al 2010: bassa apertura verso l'estero (buona ripresa dell'export, e import «stabile»). Il presidente della Camera di Commercio, Manlio Maggioli, segnala «nelle imprese riminesi un'attuazione della meritocrazia maggiore che altrove». Il presidente della Fondazione Carim, Luciano Chicchi, vede positivamente la percezione del benessere inferiore alla realtà: «Con la voglia di intraprendere, la 'fame', si può dare nuovo impulso all'economia. Fondamentale il piano strategico, che disegnerà la Rimini del futuro partendo dal passato». E il recupero del fossato della Rocca? «Chissà se riuscirò a vederlo riemergere», scherza Chicchi.
(foto di http://www.flickr.com/photos/donaldtownsend)