MA QUANTI sono ad ignorare le vere origini di Raffaello ed a crederlo umbro? L'artista di cui Urbino va più fiera nel mondo continua ad essere, in realtà, oggetto di macroscopici errori.
MA QUANTI sono ad ignorare le vere origini di Raffaello ed a crederlo umbro? L'artista di cui Urbino va più fiera nel mondo continua ad essere, in realtà, oggetto di macroscopici errori.
E' di poche settimane fa la notizia che la National Gallery di Washington ha restituito al divino pittore la sua identità marchigiana, ma non ancora quella urbinate.
Lo scorso aprile il presidente della provincia Plamiro Ucchielli e il sindaco Franco Corbucci si trovavano negli States per presentare il premio "Urbino Press Award": accortisi dell'errore, lo segnalavano ai nostri ministri degli esteri e dei beni culturali. In seguito, le didascalie errate abbinate ai quadri di Raffaello sono state modificate: da "pittore umbro" o "dell'Italia centrale" a "pittore marchigiano". Ma ora ecco spuntare fuori un altro caso, questa volta in Russia, segnalatoci da un nostro lettore: "Non solo per gli americani, ma anche per i russi Raffaello è nato in Umbria e precisamente a Perugia".
Ce lo comunica il signor Giovanni Ferri, dopo un viaggio a San Pietroburgo: visitando l'Ermitage, uno dei musei più famosi del mondo, frequentato ogni giorno da migliaia di persone, ha acquistato una guida in lingua italiana, della casa editrice Ivan Fiodorov (edita nel 2005), dove a pagina 104 si legge: "La Madonna Connestabile era ritenuta come una delle opere più belle nella collezione del conte Connestabile di Perugia, città natale di Raffaello". E ancora, più avanti, nella stessa pagina: "La linea dolce dei colli, lo specchio diafano del lago, i fini alberi sottili coperti di tenero fogliame primaverile formano un paesaggio pieno di serenità e suggestione che ricorda la natura di Umbria, la patria di Raffaello".
IL PROBLEMA, poi, è che l'errore non viene propinato soltanto ai turisti italiani ma anche a visitatori di altre nazionalità, visto che la stessa guida è stampata in più lingue ed è vendutissima all'interno dell'Ermitage.
"Poichè temo - prosegue Giovanni Ferri - che anche altri testi in vendita nei musei russi riportino questo grossolano errore penso che, visto l'esito positivo ottenuto negli Stati Uniti, il presidente della Provincia Ucchielli e il sindaco di Urbino Corbucci possano intervenire su chi di dovere per correggere questa grave imprecisione che danneggia l'immagine del nostro territorio".
Ritoccare certi errori, però, è sempre una vicenda che richiede tempi lunghi: se ci sono voluti alcuni mesi per correggere - parzialmente - delle didascalie, immaginiamoci quanto tempo occorrerà per andare a ristampare migliaia di guide. Ma bisogna almeno provarci.