LA MANIFESTAZIONE DI IERI CONTRO IL DECRETO GELMINI. TUTTI IN CORTEO, anzi no. Da una parte i ragazzi delle scuole riminesi, quelli che avevano organizzato la manifestazione di protesta ieri contro il decreto Gelmini, chiedendo un «corteo silenzioso».
Dall’altra quelli del centro sociale Paz, seguiti da universitari e alunni del Fellini, che di restare in silenzio proprio non ne volevano sapere. ‘Armati’ di megafoni e di altoparlanti, quelli del Paz sono stati così allontanati dal resto del corteo studentesco. Che, va detto, è stato un mezzo flop. Poco più di 600 persone si sono presentate ieri pomeriggio all’Arco d’Augusto, scelto come punto di partenza per il corteo che doveva snodarsi fino alla stazione, e poi ritornare in centro.
Alla testa i ragazzi del liceo scientifico Einstein, e via via tutti gli altri: Serpieri, Valgimigli, Einaudi, Alberti, Itis, Malatesta, Marco Polo. Le scuole che in questi giorni hanno autogestito, occupato (l’Einaudi) e organizzato assemblee, ci sono tutte. Ma c’è anche il Paz, che fa subito capire di voler fare una manifestazione molto più aggressiva e rumorosa. Poliziotti e carabinieri (30 agenti in tutto) si concentrano su di loro, ma i primi a prendere le distanze sono gli studenti delle scuole.
Decidono di manifestare da soli fino a piazza Cavour, a ruota gli altri (circa 200): quelli del Paz, i ragazzi del Fellini e gli universitari. Fanno lo stesso percorso, solo che mentre il primo troncone del corteo sfila quasi in silenzio, gli altri urlano e agitano bandiere e striscioni. Alcuni di questi vengono fatti rimuovere dagli stessi studenti del ‘primo corteo’. Che arrivano in piazza Cavour alle 16.
Qui iniziano gli interventi di ex docenti e studenti. E quelli del Paz? Tutti fermi davanti alla Prefettura. Viene loro negato di proseguire il corteo con il furgoncino. Gli animi si riscaldano, c’è un po’ di tensione, ma alle 17 si ritrovano tutti in piazza Cavour. «Avevamo in mente un’altra manifestazione, avevamo mirato in alto chiedendo ai ragazzi una protesta silenziosa, ma non ce l’abbiamo fatta», allargano le braccia Michele e Davide, del liceo Einstein, e tra gli organizzatori della manifestazione.
L’agitazione comunque non finisce. Lunedì pomeriggio si terrà una nuova assemblea tra gli studenti.
Intanto dall’Ufficio scolastico arrivano i dati dell’adesione allo sciopero generale di giovedì. Nel Riminese ha incrociato le braccia il 62,5% degli insegnanti e del personale non docente. La maggior adesione tra i docenti degli asili e delle scuole elementari (quasi 85%).
Tratto da
Il Resto Del Carlino del 1 Novembre 2008
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