DI CARNE al fuoco ce n’è tanta, anzi per qualcuno pure troppa. Ma Rimini è fatta così. Tempo qualche mese, e la città sarà chiamata a scegliere opere e interventi che cambieranno completamente il volto di Rimini.
DI CARNE al fuoco ce n’è tanta, anzi per qualcuno pure troppa. Ma Rimini è fatta così. Tempo qualche mese, e la città sarà chiamata a scegliere opere e interventi che cambieranno completamente il volto di Rimini.
La prima rivoluzione a giugno, quando vicino al casello di Rimini Nord apriranno contemporaneamente Ikea (tra il 9 e l’11 giugno) e la nuova sede del Mercatone Uno, che è pronto ad aprire i battenti in contemporanea col colosso svedese.
Una rivoluzione sgradita a categorie e commercianti, ma che ormai ha fatto il suo corso. Sempre a giugno, «subito dopo le elezioni — precisa il vice sindaco, Maurizio Melucci — faremo il punto sui project financing del lungomare. Il lavoro della commissione istituita un anno fa per valutare la compatibilità dei 3 progetti (quelli di de Smedt e Nouvel per il tratto dal porto fino a piazzale Kennedy, e quello di Foster per il tratto da piazzale Kennedy a piazza Marvelli, ndr) con la città sotto ogni punto di vista, si è concluso. Finite le elezioni, daremo il via alle discussioni con la città, per decidere se realizzare i project oppure no».
Prima, molto prima verrà presa la decisione sul nuovo lungomare di Miramare, che prevede parcheggi interrati e nuovi arredi urbani (come a Riccione).
Anche qui il Comune realizzerà l’intervento attraverso un project financing, «ed entro la fine aprile — annuncia Melucci — saremo in grado di presentare il progetto al quartiere».
Ma sarà soprattutto l’adozione del nuovo Piano strategico a tener banco nelle prossime settimane. «Il documento preliminare è quasi pronto — conferma il vice sindaco — siamo arrivati al traguardo con alcuni mesi di ritardo rispetto ai termini che ci eravamo dati, ma questi mesi in più sono serviti ad ampliare il confronto, i dibattiti con tutte le componenti della città». Il piano strategico andrà ‘incrociato’ con il Piano strutturale comunale, che sarà firmato dal noto urbanista Giuseppe Campos Venuti.
«Qualcuno ritiene che le due cose si sovrappongono, siano dei doppioni. Tutt’altro — precisa Melucci — : se il Piano strategico è la ‘mente’, l’idea della Rimini che verrà, il Piano strutturale sarà il braccio, lo strumento che realizzerà nel concreto i progetti del Piano strategico».
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