BASTA LA PAROLA: Rimini. Dici già tutto così: in Italia e nel mondo. L'altro giorno il bagno Tourquoise («un'oasi per famiglia, tendenza e divertimento soft» spiega il titolare Massimo Pierotti) è stato inserito dal Sunday Times fra le dieci spiagge più glamour d'Europa. Qualche mese prima il New York Times aveva messo la città fra le 53 località da non perdere di tutto il globo.
E se non bastasse ciò, vi aggiungiamo anche altri due numeri che rendono meglio l'idea: da queste parti arrivano 1 milione e 5oo mila turisti all'anno (per 8 milioni scarsi di presenze) e i dati «doppiano» tutte le altre località più in della Riviera.
Rimini, basta la parola, sì. Ma basterà per sempre? Il dubbio è lecito, perchè qui chi si ferma è perduto. E se è vero che solo da qualche anno si è tornati a sorridere dopo che ci si è leccati a lungo le ferite nei disastrosi primi anni Novanta del dopo-mucillagine (negli anni Ottanta le presenze erano 13 milioni), cullarsi negli allori però non basta più.
Rimini, la dolce e cara Rimini, non può essere solo un Amarcord, con tutto il rispetto per Fellini. E così: «Stiamo costruendo la città del futuro» ci dice sicuro Maurizio Melucci, vice sindaco e assessore al turismo, una potenza da queste parti. Giusto: ce n'è davvero bisogno.
OGGI, 13 GIUGNO 2008, è l'ora X. E sarà un'autentica rivoluzione. Passa il treno del futuro, forse l'ultimo treno per Rimini. Nei giorni scorsi, viaggiando attraverso le novità della Riviera, vi abbiamo raccontato dello splendido giardino pedonale sorto sul lungomare di Riccione o del nuovo scintillante porto turistico che Cattolica sta per inaugurare. Tutto molto bello sì; però Rimini farà di più. Parte più tardi, ma farà molto di più.
Oggi è il giorno X perchè viene presentato alla città il primo dei tre progetti (si chiamano project financing; per noi poveri mortali significa che sono già finanziati dai privati) che cambieranno il volto del lungomare di Rimini, cominciando da Marina centro. Oggi tocca a un giovane architetto belga, Julien De Smedt, 35 anni, fra tre giorni sarà la volta di un mostro sacro dell'architettura, Jean Nouvel, poi a fine mese toccherà a un altro maestro mondiale, Norman Foster. La città dovrà scegliere fra i primi due progetti, il terzo è già sicuro. «Decideremo in autunno - spiega Melucci - nel giro di un anno cominceranno i lavori e spero che nel 2011-2012 sia tutto pronto».
Torri grattacielo con hotel, imponenti strutture architettoniche, grandi firme della moda, negozi e boutique; tempo 5 anni al massimo e il lungomare di Rimini sarà trasformato. Quel lungomare che fino a metà degli anni Novanta era intasato di traffico, smog e vizi, con i clienti in fila, a motore acceso, a squadrare e puntare le prostitute in attesa, nel 2015 diventerà un salotto, un po' spaziale e un po' mondano. «Unico in Europa» assicura chi ha dato una sbirciatina ai progetti. «Dobbiamo vendere il sistema Rimini - dice sicuro Melucci - che non può essere legato soltanto al prodotto balneare, perchè - con tutto il rispetto - in questo campo perdiamo da tanti. Dobbiamo e possiamo portare turisti da tutti il mondo. Vendere un sistema di prodotti, non un prodotto unico»».
L'AGENDA DELLA Rimini del futuro è già scritta: dopo che nel 2007 è stata inaugurata la Domus del chirurgo, quest'anno si preparano i fuochi d'artificio per il centesimo compleanno del mitico Grand Hotel; nel 2009 la vecchia Fiera ospiterà il nuovo palaCongressi; nel 2010 sarà pronto un mega centro benessere e verranno tolte le ragnatele al vecchio cinema Fulgor che strego Federico Fellini (ci faranno un museo intitolato al Maestro) e si spera che nel 2011, con la riapertura del teatro Galli, si chiuda per sempre una vergogna cittadina.
Si attendono anche 42 milioni dallo Stato per la metropolitana di costa Rimini-Riccione (otto fermate, 22 minuti il tempo di percorrenza) e Rimini-Ravenna. E soprattutto si attende qualche invenzione estemporanea dai geniali imprenditori di qua, perchè poi, in fondo, il futuro è in mano loro. A proposito, sta per nascere anche un albergo cinque stelle: si chiamerà «I suite». Robe da mille e una notte, dicono.
E una notte a Rimini - beh, basta la parola, sì - è sempre una notte a Rimini.
(foto di http:/a/wwaw.flickr.com/photos/hobo_pd)
Tratto da
Il Resto del Carlino di MASSIMO PANDOLFI del 13 Giugno 2008
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