Un'occasione per conoscere meglio il muscolo più importante del corpo umano, capire come averne cura e agire in caso di complicazioni.
Un'occasione per conoscere meglio il muscolo più importante del corpo umano, capire come averne cura e agire in caso di complicazioni.
Alle 8.30, la sala degli Archi ha aperto le porte della piccola unità operativa ai pazienti della domenica, che non si sono fatti attendere presentandosi in massa già dalla prima ora.
Un manichino sdraiato a fianco dell'ingresso, munito di defibrillatore al petto e misuratore di pressione al braccio, ha subito messo in chiaro i motivi dell'iniziativa.
Una sorta di percorso verso una migliore conoscenza del cuore: dai primi soccorsi fino alle analisi più approfondite dei valori di glicemia e colesterolo.
Per prendere per mano i pazienti lungo questo tragitto, si sono offerti alcuni medici e infermieri prestati per un giorno dall'ospedale di Rimini. Una puntura sul polpastrello, il prelievo di una goccia di sangue da analizzare e in un attimo il responso. Per alcuni un vero e proprio tuffo al cuore. Glicemia alta e colesterolo oltre il livello di guardia si traducono nel rischio concreto di contrarre problemi cardiovascolari.
Nulla di irrimediabile, come spiegano i dottori presenti, ma è il segnale chiaro che si sta percorrendo una strada minata che potrebbe rivelarsi senza uscita.
Alcuni dei pazienti che hanno ricevuto questo primo esito poco rassicurante si sono potuti rifare con il questionario sulle abitudine quotidiane: una serie di domande sull'alimentazione seguita o sull'attività motoria svolta. Tutti elementi fondamentali per capire in quali condizioni si presentava il loro cuore. Nel prontuario di regole da seguire, poi, è stata fatta una precisazione. Fumo, alcol, grassi e vita sedentaria, nemici giurati di un battito regolare, possono essere sconfitti rimboccandosi le maniche e con un po' di buona volontà.
Purtroppo, però, al cuore non sempre si comanda, come sottolinea Ferdinando Rossi, presidente dell'Ascor: "Ci sono altri fattori che incidono negativamente e non dipendono da noi. Una su tutti: la predisposizione genetica, contro la quale non si può fare più di tanto, se non cercare di limitare i danni seguendo i consigli che danno i dottori".
Come evidentemente hanno fatto per tutta la vita alcuni anziani presenti ieri alle visite, risultati con un cuore d'acciaio a dispetto delle tante primavere sulle spalle.
foto by roipnolracket