NON E’ più nella sua sede storica da un pezzo. Ma con gli ultimi lavori al complesso degli Agostiniani, terminati da alcuni mesi, l’istituto musicale Lettimi oggi occupa uno dei palazzi più belli di Rimini.
NON E’ più nella sua sede storica da un pezzo. Ma con gli ultimi lavori al complesso degli Agostiniani, terminati da alcuni mesi, l’istituto musicale Lettimi oggi occupa uno dei palazzi più belli di Rimini.
Una sede di prestigio, e assolutamente funzionale, soprattutto con la fine dell’intervento di recupero e restauro del terzo e ultimo piano, presentato ieri dall’assessore alla Cultura Stefano Pivato a consiglieri comunali e stampa.
QUASI una visita ‘guidata’, in quel che è diventato oggi uno dei più importanti palazzi della cultura riminese.
«La prima parte di lavori per la nuova ala della scuola Lettimi — precisa Pivato — è iniziata e si è conclusa già da diverso tempo. Con il secondo e ultimo stralcio dei lavori (la parte strutturale è terminata, di fatto, in estate, ndr) abbiamo completato così anche l’ultimo piano dell’istituto, che è un vero fiore all’occhiello». Circa una ventina le aule che sono state ricavate (grazie al restauro) all’ultimo piano della parte degli Agostiniani che è occupata dal Lettimi. Ma più delle aule, è da vedere il nuovo auditorium dell’istituto. Un centinaio i posti disponibili nella sala, perfetta sia per i concerti di musica classica (grazie ai pannelli in legno di ciliegio che rivestono pareti e soffitto), sia per i saggi degli allievi.
ALLIEVI che sono davvero tanti. L’istituto riminese, parificato ai conservatori dal 2001, da due anni grazie al riconoscimento del Ministero propone anche la laurea specialistica in Discipline musicali. Sono 20, attualmente, gli studenti iscritti alla laurea, mentre sono ben 140 gli studenti che studiano ai corsi di diploma. A questi s’aggiungono poi i 250 allievi che, pur non mirando a ottenere il diploma, frequentano uno o più corsi di musica. Quasi 500 studenti, per una delle istituzioni più antiche di Rimini. Le origini della scuola musicale, per la quale il Comune in questi ultimi anni ha speso 3 milioni di euro per dare adeguata sistemazione presso il complesso degli Agostiniani (dove il Lettimi è stato trasferito, negli anni ’80), si perdono nei secoli.
E’ del 1825 un documento approvato dal consiglio comunale, che permette al maestro Fabianini d’impartire l’istruzione musicale. Ma il nome dell’istituto si deve al conte Giovanni Lettimi, grande pianista, che nel 1903 donò il suo splendido palazzo cinquecentesco alla scuola. Distrutto il palazzo dai bombardamenti, il Lettimi nel dopoguerra ha girovagato per diverse sedi, fino ad approdare agli Agostiniani.
Un’istituzione, appunto. Tanto che il consigliere dei Pl, Giudici, propone che tutti i consigli comunali vengano aperti dalle note degli allievi del Lettimi.
foto by http://www.flickr.com/photos/__olga__/