In 8500 Al Castello Nei 4 Giorni Del Ponte

Mostra Rembrandt Gaugin Picasso

Ponte Immacolata Rimini

Forte presenza di visitatori romani Rimini si scopre città d'arte Un ponte che vale 8500 visitatori in 4 giorni per la mostra Da Rembrandt a Gaugin a Picasso. Per la precisione: 1500 sabato, 2500 domenica e lunedì, 2000 martedì

Per fare un paragone, il Museo Egizio di Torino negli stessi giorni ha registrato 12.000 visitatori, il Museo del Cinema 9850. Dunque risultati davvero eccezionali per la piccola e forse ancora impreparata Rimini.
A oggi, l'esposizione curata da Linea d'ombra a Castel Sismondo ha raggiunto i 61.000 visitatori, con una media superiore alle mille persone giornaliere. Di queste solo il 40 per cento ha prenotato, le altre si sono presentate last minute alla biglietteria del castello. Le code davanti all'ingresso si sono formate sia domenica (45-50 minuti) che lunedì (anche 1 ora e 10 di attesa), un po' meno ieri (15 minuti al massimo).
Molti dei visitatori di questi giorni si sono fermati in hotel per una o due notti. Anche lo stesso Marco Goldin, organizzatore trevigiano abituato da anni ai grandi numeri, è rimasto sorpreso dall'affluenza di ieri: «In questo weekend sono soprattutto i privati a muoversi, che sono anche quelli che più si fermano a dormire».

L'analisi Dando un'occhiata ai dati delle persone prenotate, Goldin rileva che quel 40 per cento del totale va suddiviso in gruppi (50 per cento), scuole (37 per cento) e privati (13 per cento).
Questo porta il dato delle visite private totali al 65 per cento, che corrisponde a «un 5-7 per cento in più rispetto alle nostre statistiche abituali».
Ma Rimini ha dato un valore aggiunto alla mostra?
«Rimini si affaccia per la prima volta sul mercato delle mostre per così dire "nobilmente popolari", quelle che possono attira­ re tanta gente, e questo crea una certa curiosità. Poi ci sono le suggestioni legate al mito di Fellini e alla spiaggia. Ma, come era già successo a Treviso o Brescia, nessuno pensava che potesse essere anche una città d'arte: quel che accade è che uscendo dal castello, che è proprio nel cuore del centro storico, una collocazione felice, la gente si disperde e riempie negozi, bar, ristoranti..».

La programmazione.
Goldin ci tiene a sottolinearne !'importanza soprattutto in una situazione di crisi generale, con minori fondi a disposizione per la promozione: «Abbiamo investito meno in pubblicità sui quotidiani nazionali mentre ci siamo concentrati sulla stampa regionale, soprattutto quella nel raggio di 2-300 chilometri. Ma un aspetto molto importante è la fid izzazione del visitatore».
Ovvero: distribuire le brochure di una prossima mostra ai visitatori che escono da questa, sarebbe il metodo più efficace ed economico per garantirsi un pubblico anche in futuro.
«A Treviso e Brescia siamo riusciti in questo modo ad avere dalle 50 alle 100mila prenotazioni con mesi di anticipo. Quando si hanno pochi soldi da spendere è fondamentale».
«Credo che per Rimini - aggiunge l'organizzatore ­ superare le 150.000 presenze finali sia un risultato veramente straordinario e in controtendenza, anche considerando la crisi che vivono le città d'arte».
La curiosità. Nella classifica delle provenienze (fatta solo con i dati delle persone che prenotano, ovviamente), questo ponte ha falto registrare il boom dei visitatori romani. In testa c'è sempre Rimini, seguono Bologna, Ravenna, Forlì, Pesaro-Urbino, Modena, Reggio Emilia, Milano, Roma appunto, e Firenze.

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