COME far sopravvivere i piccoli alberghi di qualità in un turismo sempre più globale? E come riuscirci senza perdere di vista la propria identità? E' una sfida affascinante quella raccolta da studenti e docenti di Rimini e di altri 6 atenei provenienti da Spagna, Francia, Belgio, Lettonia, Cipro e Grecia, che per due settimane si sono ritrovati in Riviera per 'studiare' da vicino la realtà di hotel di medie o piccole dimensioni.
«In questo periodo - sottolinea Fiorella Dallari, docente dell'università riminese e responsabile del progetto - i ragazzi hanno avuto modo di osservare e studiare, sul campo, sette strutture, e di capire quali sono le difficoltà e le strategie d'azione». Gli studenti si sono concentrati su gli hotel Card, Atlas, Duomo di Rimini, Blue Suite di Bellaria, Carducci 76 di Cattoica e infine Grand Hotel di San Marino. Il risultato?
«La Riviera, rispetto alle strutture ricettive di altri paesi, sa offrire anche in alberghi di contenute dimensioni servizi e ospitalità di alto livello - dice la Dallari - Ma bisogna continuare lungo questa strada, perché i piccoli hotel rappresentano un patrimonio turistico e culturale troppo importante per perderlo». Luc Broes, docente dell'ateneo del Belgio, indica però «la necessità di mettere in piedi, per questi hotel, strategie comuni per fare promozione e per raggiungere il mercato turistico internazionale. Solo così si affronta la concorrenza delle grandi catene alberghiere».
(foto by http://www.flickr.com/photos/mecrip)
Tratto da
Il Resto del Carlino del 15 Marzo 2008
Segnala ad un amico