Il nuovo volto di Rimini comincia a prendere forma con l'avvio dell'iter del Piano strutturale comunale.
Il nuovo volto di Rimini comincia a prendere forma con l'avvio dell'iter del Piano strutturale comunale.
Il documento preliminare del nuovo Psc è stato presentato a dicembre dall'Amministrazione e, almeno nelle intenzioni, modificherà di parecchio l'assetto urbano della città nei prossimi 15 anni. «Un piano che si faceva attendere da almeno sei o sette anni» è il commento di Gioenzo Renzi, consigliere di opposizione. In effetti l'ultimo intervento urbanistico approvato dal Comune risale al 1994, approvato in via definitiva nel 1996. Mentre la legge regionale che ha istituito il nuovo strumento di pianificazione, il Psc appunto è la numero 20 del 2000.
La questione centrale, soprattutto per la vocazione economica della città, è quella del turismo e della riqualificazione delle strutture alberghiere. L'idea è quella di decongestionare la zona sud, troppo affollata, attraverso il trasferimento di cubature a nord del centro, meno denso di costruzioni e non necessariamente in zona turistica.
È infatti previta, in sostituzione degli edìfici che lasceranno liberi lotti di terreno, un "premio" di nuova edificabilità nella zona residenziale. Al posto di alberghi vecchi e da ristrutturare, più spazi verdi e servizi.Altra idea è quella di pedonalizzare il lungomare, fino a quello di Marina centro, la zona di maggior pregio turistico, riqualificare il litorale attraverso la valorizzazione di ampie aree verdi, come i corridoi a mare. E poi le pinete sul modello dei lidi ravennati.
Una mezza rivoluzione quindi. Il "trasloco" da sud a nord. però, lascia perplessi gli stessi albergatori: «Non crediamo che quello del trasferimento di cubature sia una soluzione -spiega AndreaMagnani, vicepresidente vicario dell'Aia - perchè nessuno accetterà mai di trasferirsi in una zona meno pregiata, A nord del centro infatti tra la ferrovia e il mare, di posto non ce n'è. La soluzione potrebbe essere abbattere le strutture abbandonate o cambiarne la destinazione d'uso per fare posto a servizi, per esempio». Tra le linee guida del piano c'è proprio il
favorire l'accorpamento di più alberghi: la fine in qualche modo della piccola pensione a gestione familiare.
In queste settimane la Giunta comincerà gli incontri con rappresentanti di categoria (tra gli altri i costruttori dell'Ance e gli albergatori). Obiettivo: adottare il Psc entro la fine della legislatura, a primavera 20l1 Il progetto dovrà inoltre recepire i suggerimenti giunti dalle conferenze del Piano strategico per la Rimini futura: un forum di studio che ha coinvolto esperti, studiosi e attori economici fino ai singoli cittadini, per ridisegnare una Rimini ideale al 2027.
Altro tema al vaglio dell'amministrazione è quello dell'adeguamento dell'impianto fognario della città. Cambieranno, forse già da quest'anno, i criteri per certificare la balneabilità dell'acqua, secondo le nuove direttive europee recepite anche dall'Italia. La difficoltà per Rimini sta proprio nella rete di scarico delle acque. Per la maggior parte, infatti, non esiste una divisione tra acque nere e acque bianche. Questo significa che a ogni acquazzone il carico in eccesso viene scaricato in mare senza distinzione. La nuova norma prevede che i campioni siano registrati, mensilmente, anche nei giorni di pioggia (mentre ora gli esami si fanno solo in giorni lontani dalle precipitazioni) così che Rimini corre il rischio di avere alcune zone non bal neabili, almeno temporaneamente. «Bisogna dire che la direttiva europea èstatasì re cepità dall'Italia - esordisce Mauro Stambazzi, direttore dell'Arpa di Rimini - ma ancora stiamo aspettando dal governo il decreto attuativo di applicazione della legge. C'è comunque il rischio che alcune zone possano essere dichiarate non balneabili, almeno in via provvisoria e addirittura in via preventiva».
Un piano di adeguamento degli scarichi fognari di Rimini già esiste. È stato approvato nel 2006, è ventennale e prevede lo sdoppiamento della rete dove è praticabile: «Nel centro storico - dice Juri Magrini, assessore ai Lavori pubblici - è di fatto impossibile intervenire per ovvi motivi legati alla storia di Rimini e al patrimonio archeologico che c'è nel sottosuolo». Per completare l'opera di adeguamento delle fogne il comune di Rimini prevede una spesa di 350 milioni oltre a quelli già spesi (circa 90 secondo il vicesindaco Maurizio Melucci) dal 2001 ad oggi. Ma anche questi non sarebbero sufficienti: ne servirebbero almeno 900, sempre secondo quanto dichiarato da Melucci al Convegno di Confartigianato di ottobre.