UN BLOG di carta fatto in casa come la tagliatelle, con i post-it al posto delle mail e col sito web che invece di essere virtuale, mediatico e dentro un computer è concreto e materiale ed è il secondo lampione di via Branca partendo da piazza del Popolo, quello proprio davanti all'ingresso di piazza delle Erbe
. Su quel lampione, da qualche giorno fa, praticamente da quello dello sciopero organizzato contro gli esami di riparazione, studenti e adolescenti pesaresi attaccano messaggi che danno notizie e informazioni "sul loro umore".
Su quel lampione trasformato in cassetta della posta c'è di tutto: dal rituale messaggio d'amore al compagno o alla compagna e alla scuola che così proprio non va, dall'invocazione di chi ha fame alla denuncia delle stanze dell'Ersu senza bagni e c'è anche chi ha perso il portafoglio e ne dà notizia con tanto di imprecazioni.
I ragazzi arrivano a gruppi, si fermano davanti al lampione, leggono i messaggi , ridono fra di loro, si scambiano commenti pensandone di propri, li scrivono su altri già esistenti, se del caso ne attaccano dei nuovi e poi se ne vanno.
L'impressione è quella di "gruppi" in transito che si fermano per "segnare" il territorio.
Una situazione che farebbe la gioia di qualche pensoso sociologo che ci tirerebbe fuori in meno che non si dica una diagnosi ed anche una prognosi a proposito della gioventù moderna e delle nuove generazioni che, come gli stormi di uccelli migratori, volano insieme in formazione e si posano tutti insieme in un posto che per un po' di tempo diventa un luogo privilegiato e di scambio di segnali.
Qualche adulto passa e dice all'amico che quel lampione è come il ponte di Roma dove gli innamorati per un po' di tempo hanno portato i loro "lucchetti dell'amore". Qualcun altro, più drastico, commenta che "alla prima pioggia addio messaggi".
Vero, ma i ragazzi in transito quei messaggi non li scrivono certamente per l'eternità. E ridono.
foto by noantri
Tratto da
Resto del Carlino del 15 Ottobre 2007
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