QUEL ponte ha il destino segnato. Motivo? E’ vecchio, ma non antico.
QUEL ponte ha il destino segnato. Motivo? E’ vecchio, ma non antico.
E’ malmesso, e non ha senso spendere soldi (che non ci sono) per recuperarlo.
Insomma, non è il Ponte di Tiberio, il ponte sull’Ausa, al centro in questi giorni di dibattito perché «emerso» con gli scavi per il nuovo Palas e via della Fiera. «Il vecchio ponte può definirsi un’opera di un passato che riaffiora, salviamolo, come chiedono molti riminesi», ha detto in una recente interrogazione consiliare Fabio Pazzaglia, Partito democratico (uno dei cosiddetti dissidenti interni).
Aggiungendo: «Perché l’intervento da 4,5 milioni di euro sul Raggio Verde non ne ha previsto il recupero?»
Proposta bocciata dall’assessore ai Lavori pubblici, Paola Taddei, anch’ella del Pd:
«Non siamo certo di fronte — attacca la Taddei — ad una infrastruttura ancora totalmente integra e ancora meno ad un ponte ultracentenario».
Bocciata in partenza la richiesta di Pazzaglia e dei cittadini che vorrebbero salvare il vecchio ponte che è spuntata sotto via della Fiera, nei pressi dell’incrocio con via del Centino.
La Taddei cita carte e documenti: «Dalla documentazione storica in nostro possesso — prosegue l’assessore — e da memoria storica la costruzione del ponte risale al 1920. Infatti, dall’analisi e dal confronto delle tavolette in scala 1:25.000 riguardanti il processo di urbanizzazione, nelle date 1894 e 1911 è evidente che il ponte sull’Ausa non era ancora stato costruito».
«L’esistenza del manufatto — prosegue — invece si rintraccia nella pianta delle città redatta dall’ufficio tecnico comunale nel 1927».
La Taddei sottolinea anche che il ponte non ha caratteristiche strutturali per reggere il traffico attuale.
«Il manufatto rinvenuto si presenta in pessime condizioni di conservazione, in quanto nel corso degli anni si sono susseguiti una serie di interventi che ne hanno in parte demolito l’estradosso. Inoltre, la larghezza è molto ridotta rispetto all’attuale larghezza di via della Fiera. Non risulta, perizia alla mano, staticamente idoneo, presentando segni di cedimento».
Insomma, «il ponte non potrebbe mai tornare oggi alla funzione che aveva un tempo».
La memoria, chiosa la Taddei, sarà tutelata, magari con pannelli descrittivo da collocare lungo i percorsi pedonali della nuova opera in corso di realizzazione.
foto by http://www.flickr.com/photos/paolomargari/