NIENTE proroga per i canoni demaniali. La moratoria sui canoni, che inizialmente doveva essere inserita nel maxi-emendamento incentivi presentato e messo al voto ieri alla Camera, alla fine invece non ha trovato spazio.
NIENTE proroga per i canoni demaniali. La moratoria sui canoni, che inizialmente doveva essere inserita nel maxi-emendamento incentivi presentato e messo al voto ieri alla Camera, alla fine invece non ha trovato spazio.
La proroga doveva servire a ‘congelare’ tutti i canoni, in attesa che venisse approvata la riforma definitiva sui canoni demaniali, firmata dal sottosegretario Brambilla, dalle Regioni e dalle associazioni di categoria.
Ma la proroga non ci sarà.
E, a dirla tutta, per la stragrande maggioranza dei bagnini della Riviera va meglio così. Perché la proroga era propedeutica alla riforma, che prevede robusti aumenti di canone per tutte quelle attività che hanno in concessione il solo terreno demaniale.
La mancata moratoria metterà nei guai, invece, i cosiddetti casi delle ‘pertinenze’, ovvero di tutte quelle attività che occupano non solo il terreno, ma anche immobiliti di proprietà del Demanio. Per questi, mancando ora la moratoria, vale ancora il maxi incremento varato dall’ultima finanziaria Prodi, che ha aumentato di 10 volte (e anche più, in alcuni casi) il canone demaniale delle pertinenze. A Rimini questi casi sono una dozzina: tra le attività ‘stangate’ vari locali del porto, il delfinario, perfino la darsena.
«Il governo in questo modo manca al suo impegno precedentemente dato. E mette a rischio la sopravvivenza di molte attività», sbotta il Sib, ovvero il Sindacato balneari di Confcommercio. Più prudenti Giorgio Mussoni, di Oasi Confartigianato: «Non siamo contenti, perché in questo modo il governo non concede la proroga, e nemmeno va avanti con la riforma dei canoni, che noi come le altre categorie abbiamo già sottoscritto e condiviso da tempo».
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