Ma il suo lavoro non si ferma solo all'elaborazione del colore, infatti, al posto della normale carta fotografica Guaitoli stampa su carta ruvida, la Hahnemuhle, che lascia il dubbio che i luoghi visitati siano in realtà immaginati e dipinti. Nato a Rimini nel '53, architetto e fotografo d'arte per passione Alessandro Guaitoli è alla sua quarta mostra.
Che cos'è per lei la fotografia?«Una passione che coltivo fin dall'adolescenza, per me è una forma di meditazione. Il digitale mi permette di lavorare molto sull'immagine, da una sola fotografia si possono ottenere risultati estremamente differenti».In questa mostra ci sono molte foto di installazioni, vuole dire che a Rimini l'arte contemporanea è possibile solo in fotografia?
«Diciamo che manca l'arte contemporanea, ma soprattutto è una mancanza di volontà che ci sia. Ho visto a Vence, un piccolissimo paese in Costa Azzurra, un'installazione in un parcheggio pubblico, questo vuol dire che per alcuni la presenza dell'arte diventa un fatto quotidiano, che un intervento in uno spazio cittadino non viene pensato disgiunto anche da una complicità dell'arte. Qui non abbiamo questa consuetudine, nonostante il fatto che il successo del turismo culturale c'insegna che un impegno in questo senso premia».Di solito quello che si controbatte è che a Rimini mancano gli spazi, è d'accordo?«L'arte contemporanea ha dimostrato che il luogo è fuori luogo. Questo tradotto vuol dire che ogni spazio può essere utile, sono convinto che sia solo una questione di mancanza di volontà». (r.o.)