Ravenna capitale Mod: Weekend importante per la riviera ravennate, scelta per la prima volta dalla scena mod italiana per lo svolgersi dell'annuale raduno autunnale nazionale, venerdì 29 e sabato 30 settembre a Marina di Ravenna, negli spazi della Taverna Bukowski e dell'Hemingway cafè.
Arrivano i modernisti Ravenna capitale mod
Ravenna - Lunga e ben radicata la tradizione dei mod italiani, i cui giovani rappresentati attuali continuano a mantenere vivo uno stile che affonda le sue radici nella metà degli storici anni Sessanta, in particolare nella Londra di quei tempi, patria di una generazione che cominciò a divorare i 45 giri di soul e r&b proveniente dagli Stati Uniti - e da etichette di culto come la Motown e la Atlantic -, il rock inglese degli Who e degli Small faces, il bluebeat e la grande stagione della musica ska giamaicana. I mod (il cui nome intero sarebbe " modernist" e il cui logo identificativo era il simbolo della Royal air force) erano soliti ritrovarsi nei club notturni per ballare e mettere in mostra i loro abiti eleganti. Usavano poi come mezzo di trasporto scooter tipicamente italiani, come la Lambretta o la Vespa, spesso adornati con molte luci e specchietti supplementari per richiamare l'attenzione. Durante la seconda metà degli anni Sessanta, sotto l'influenza degli hippie, il movimento cominciò a spaccarsi in categorie, una tra queste gli hard mod, forse quelli che più si distaccarono dalla subcultura originale e che saranno poi riconosciuti come i primi skinhead. È nel 1979 che in Inghilterra scoppia il fenomeno del revival mod e che anche in Italia cominciano ad apparire i primi modernisti. Nella primavera del 1980 il film Quadrophenia esce nei cinema italiani e a Roma cominciano a formarsi i vari gruppi di quartiere. Nel 1981 si contano già parecchie presenze mod in tutta Italia, grazie anche all'imperversare della moda ska, e sempre nella primavera dell'81 alcuni mod di Roma si incontrano a Viareggio con un'altra dozzina di mod italiani (principalmente di Milano), decidendo di organizzare un raduno per la Pasqua dell'anno successivo. Nel dicembre del 1983 si tiene il raduno noto come ?Mod alldayer? in un locale della capitale, in cui suonano gli Halfbeat di Roma, i Lager di Cosenza, gli inglesi Small world, gli spagnoli Brighton 64 e i romani Underground arrows, alla presenza del dj Eddie Piller. E verso la fine di quell'anno gli Underground arrows suoneranno anche in Inghilterra (primo gruppo mod italiano con i Four by art di Milano), esibendosi a Londra in due concerti, il primo come spalla al gruppo inglese Fast Eddie all'Ilford palais, il secondo in un pub addirittura come headliner. Negli anni successivi i raduni si svolgono a Rimini e Savona, e attualmente le maggiori presenze mod sono a Torino, Milano, Rimini, Genova, Catanzaro, Mestre e Arezzo, dove continuano a organizzarsi feste e raduni nazionali e internazionali in collegamento con le varie scene mod europee.Ricco il programma della due giorni mod ravennate: si comincia venerdì 29 alle 22, quando alla Taverna Bukowski parte l'All mod disco, festa a base di vinile con tutti i migliori dj della zona. La giornata di sabato 30 si apre invece alle 15.30 con lo "scooter run" dei lidi ravennati (ritrovo di fronte alla Taverna Bukowski) che premierà lo scooter più bello e il viaggio più lungo, seguito alle 17 dai concerti di Coleridge (Pordenone), Minivip (Novara) e Vibrham jazz trio (Perugia), maghi dell'hammond. Alle 22 ci si sposta invece all'Hemingway per l'Allnighter all mod disco (abbigliamento mod obbligatorio), imperdibile serata musicale con i dj Celeste, Claudino, Clod the mod, Daniel, Fabrizio, Marco, Renato Tabakin, Roberta e Tony Face (il cosiddetto "mod father", mod storico e membro dei Link quartet), e gli ospiti londinesi Smart Phil, Marcus Hjoberg (Novelty club) e Warren Boogaloo (Boogaloo soul club).Come direbbero i Secret affair: «Time for action!».Info: www.italiamod.com.
Tratto da
Corriere Romagna del 28 Settembre 2006
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