«Ma siamo su ‘Scherzi a parte’ o cosa?». Botta a risposta a distanza tra l’onorevole Sergio Pizzolante, Forza Italia, da sempre contrario al Trc, e il vicesindaco di Rimini, Maurizio Melucci, Partito democratico.
«Ma siamo su ‘Scherzi a parte’ o cosa?». Botta a risposta a distanza tra l’onorevole Sergio Pizzolante, Forza Italia, da sempre contrario al Trc, e il vicesindaco di Rimini, Maurizio Melucci, Partito democratico.
«Non è vero che il Trc è una priorità di Berlusconi — attacca Pizzolante —. E’ una priorità per la Regione Emilia Romagna. Il governo non entra nel merito del progetto. Ne prende atto. Il Cipe ha solo confermato che quei 43 milioni di euro ci sono ancora. Per far partire i cantieri manca sempre il decreto ministeriale a firma congiunta Matteoli-Tremonti». Come dire, campa cavallo...
«Con l’inserimento del Trc nel piano anticrisi del governo — sostiene invece Melucci — si può considerare positiva una vicenda che ha avuto un iter lineare. Ora è stata finanziata un’opera che è immediatamente cantierabile». Vicesindaco, manca la firma interministeriale... «Ripeto: siamo su Scherzi a parte?»
Stesso disco per il candidato Pd alla Provincia, Stefano Vitali: «Il metrò di costa è sempre stata una priorità, dopo questo via libera del governo è bene procedere al più presto».
«La notizia di ieri non è proprio una nuova notizia — insiste Pizzolante —. Ho sempre dichiarato che dopo la delibera Cipedel 2005, vive uno stanziamento su Rimini di 43 milioni di euro (ai quali vanno aggiunti i circa 50 milioni degli Enti Locali). Il Cipe di ieri ha stabilito che vive ancora, cosa già nota. Nessuno vuole perdere lo stanziamento».
Pizzolante passa al contrattacco. E annuncia una interrogazione parlamentare «nei prossimi giorni» in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, della quale è Segretario. «Porrò il seguente problema — ragiona il parlamentare azzurro —. Può essere finanziata un’opera che rispetto al progetto originario (che conteneva altre compatibilità economico-finanziarie) è oggi profondamente diversa? In sostanza, il progetto originario comprendeva un prolungamento del Trc sino alla fiera e all’aeroporto. Con funzione quindi di raccordo con alcuni snodi fondamentali del territorio. Con funzioni che garantivano un equilibrio gestionale (grazie ai diversi flussi di traffico) che l’attuale progetto non garantisce più».
Può essere finanziata — domanderà Pizzolante nell’interrogazione — un’opera del genere, un moncone di Trc fine a se stesso che comporterà sul piano gestionale un salasso continuo per la pubblica amministrazione?». Il deputato forzista, dopo aver ricordato per l’ennesima volta di considerare altre le opere prioritarie: aeroporto, Statale 16 ecc., rileva come «i 16 miliardi del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr) sono “previsione di spesa”, le risorse sono pubbliche e private. Cioè non tutte disponibili a breve».
Inoltre, torna a formulare un invito traversale alla «ragionevolezza» a tutti i partiti: «E’ noto anche che ho sempre rivolto appelli al centro-sinistra per una soluzione congiunta, come gesto di responsabilità verso un territorio (cittadini, categorie economiche e sociali) che non vuole un opera inutile e dannosa, un gigantesco spreco di denaro pubblico».
Infine, Pizzolante non rinuncia a polemizzare con gli alleati di Alleanza nazionale sul Trc: «E’ noto che potrà incidere sulla disponibilità effettiva (di cassa e non solo di competenza) delle risorse, la nuova posizione di An. Una posizione di disponibilità verso la Regione e le amministrazione locali. Per An l’importante è che arrivino i soldi. Per noi invece è necessario che venga garantito un uso utile delle risorse».
Morale della favola, secondo Pizzolante: «La speranza di fermare o cambiare questo progetto è legata solo alla possibilità di far prevalere la candidatura di Marco Lombardi (il candidato di FI, cui An oppone Oronzo Zilli, nota del redattore) e alla conquista della Provincia di Rimini da parte del centro-destra».
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