Lunardi tira il freno al metrò di costa: meglio farlo interrato. L'ex ministro: subito terza corsia e Ss16

Metro di costa interrato


NO ALL'ATTUALE metrò di costa. Sarebbe una barriera, un muro - tra i tanti - in più a dividere in due Rimini e le altre località costiere. Meglio interrarlo, come ogni metrò degno di questo nome. Magari spostando contestualmente la ferrovia. Sì alla terza corsia dell'autostrada: si può considerare ormai partita, «seppure con capitali privati, della Società autostrade».

Sì - infine - alla realizzazione della nuova Statale 16 complanare: «conosciamo i problemi del vostro traffico». Va raddoppiata, declassando l'attuale Ss16 a strada urbana. Il progetto c'è già. «Se toccherà a me decidere, la inserirò nella legge obiettivo finanziandola e facendola partire subito». Parole e musica di Pietro Lunardi, per cinque anni (2001-2006) ministro dei Trasporti del governo Berlusconi, nonché favorito alla poltrona in caso di vittoria del centrodestra. Insomma, probabile decida proprio lui. L'ingegner Lunardi è sbarcato a Rimini, su invito dell'on. Sergio Pizzolante, candidato come lui per FI-PdL alle politiche del 13 e 14 aprile, per parlare di viabilità e trasporti.

Dopo una premessa a carattere nazionale, nella quale ha rivendicato l'accelerazione data dal suo governo al settore, Lunardi ha parlato delle (caldissime) questioni viarie riminesi. Mostrando ottima conoscenza di gioie (poche) e dolori (tanti) della viabilità e della mobilità nostrana.
L'ex ministro ha da un lato rivendicato di aver dato il via al progetto Trc-metrò di costa (con quelli di Bologna e Parma). Perché ora bloccarlo? «Il precedente governo Berlusconi - spiega Lunardi - ha accolto senza entrare nel merito nè tecnico nè di colore politico, una serie di progetti avanzati da diverse Regioni e Province. Compreso il Trc costiero romagnolo. Perché rientrava in un piano nazionale di finanziamento delle metropolitane. Dotandolo anche di finanziamenti, 92 milioni di euro 42 dei quali dallo Stato (10,5 milioni promessi dal minstro Di Pietro serviranno a comprare i mezzi; per i 43 milioni mancanti manca il Decreto interministeriale, ndr). Ma la tipologia di progetto proposta è responsabilità dell'amministrazione locale». E qui, secondo il Partito della Libertà, casca l'asino: « Divide ancora di più la città e il territorio - aggiungono Sergio Pizzolante e Marco Lombardi -, aumenta la cesura mare-città. Allontana il nostro 'sogno' di spostare la ferrovia. Ed è lontano dalla zona turistica, dagli alberghi. Fortemente contrastato dalla popolazione». «Meglio rimandare - riprende l'ex ministro - di concerto con le amministrazioni locali, senza imposizioni, e fare qualcosa di meglio».

Ma il varo del Trc è alle porte...«Se uno deve ristrutturare la sua casa e si accorge che il progetto è migliorabile - esemplifica Lunardi - forse è meglio se attende un poco e lo fa al meglio» .Interrare la metropolitana costa. Tanto, forse 4-5 volte in più che farla in superficie...

«Circa il doppio - precisa Lunardi -. Ma i soldi si trovano, se c'è la volontà politica». «E un governo amico», aggiunge Pizzolante. «A Parma - continua Lunardi, attorniato da consiglieri provinciali e comunali di Forza Italia - 6 km su 12 di metrò sono stati interrati, in centro storico. In Liguria, a Sanremo, Rfi ha cofinanziato lo spostamento della ferrovia dalla città. E poi a Rimini si liberano spazi importanti per la riqualificazione della città turistica. Spazi anche rivendibili, che possono a loro volta produrre introiti».
(foto di http://www.flickr.com/photos/michaelkeen)