EMILIA Guarnieri è da una vita presidente del Meeting di Rimini che parte domani, benedetto dal presidente della Cei Angelo Bagnasco. Dice: «La politica? Ci interessa se mette a tema il bene comune. Però non ci facciamo schierare». "Uomini senza patria". Vorrebbero essere così quelli di Cl, un po' come suggerisce il titolo del libro di Giussani che verrà presentato sabato prossimo, a chiusura della settimana riminese.
«L'uomo moderno - ha detto e scritto don Julian Carron, attuale leader del movimento - ha reso sempre più astratto Cristo e si concepisce come autonomo. Ma così facendo, l'io diventa preda del potere». E a volte il potere finisce per far rima con politica, magari con poltrona. Non è un mistero che Cl - seppellita la Dc - strizzi da sempre l'occhio al centrodestra. Anche prima delle ultime elezioni, la Compagnia delle Opere (che ha mandato in parlamento con Berlusconi l'ex presidente Vignali) ha chiesto esplicitamente di votare Pdl. E i principali rappresentanti politici ciellini (da Formigoni a Lupi, dal vicepresidente del parlamento europeo Mauro al sindaco di Brescia Paroli) stanno col Berlusca. Ma attenzione: non è una "legge".
Cl guarda sempre con grande attenzione a chi comanda (a Roma come nelle amministrazioni locali), e a chi dimostra apertura sugli argomenti a cui è più sensibile: la vita, l'educazione e la famiglia, ad esempio. Poi vale sempre il famoso motto pronunciato da don Giussani ad Assago nel 1987, al convegno della Dc: «Più società, meno Stato».
IN GENERALE piacciono, a Cl, i primi passi di questo governo. Piacciono i tagli di Tremonti, va bene l'esercito nelle città se serve l'esercito, non sono razziste le mosse di Maroni. Piace di meno il centrosinistra. Ha detto Giorgio Vittadini, leader storico di Cl, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà: «Vedo la compresenza di troppe opposizioni. E ancora troppo statalismo. Per non parlare del giustizialismo idiota che ha tentato di distruggere prima Milano e poi il Paese. Con Di Pietro al governo saremmo in una sorta di Bulgaria, uno stato contro il Popolo».
Ecco, il modello Di Pietro viene decisamente bocciato da queste parti. Piacciono ancora meno i girotondi, Grillo e la sinistra estrema. Non è mai piaciuto granchè Romano Prodi, oggi Veltroni non appassiona (sotto sotto è meglio D'Alema), si sta sgonfiando l'effetto Rutelli e i veri interlocutori fidati del Pd restano Bersani e Letta. E a proposito di opposizione, Cl non si è mai capita a fondo neppure con Pierferdinando Casini.
Da domani a Rimini ci saranno mostre, incontri e spettacoli e si alterneranno oltre 300 relatori, fra i quali sette ministri: Sacconi, Frattini, Alfano, Gelmini, Matteoli, Tremonti, Bondi. Manca il loro capo: Berlusconi.
QUEST'ANNO il Meeting si intitola: "O protagonisti o nessuno". Significa l'esatto opposto di ciò che si può pensare da una prima superficiale lettura. Protagonista, per Cl, «non vuol dire - come insegnava Giussani - avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto che è, in tutta la storia e l'eternità, unico e irripetibile»
Tratto da
QN di MASSIMO PANDOLFI del 23 Agosto 2008
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