L’AVIDITÀ? Nella società di oggi, troppo spesso, fa rima con ricchezza. Tanto da essere diventata, in un momento di crisi come questo, quasi una virtù..
L’AVIDITÀ? Nella società di oggi, troppo spesso, fa rima con ricchezza. Tanto da essere diventata, in un momento di crisi come questo, quasi una virtù..
A condannare l’avarizia, nel suo intervento alle Meditazioni riminesi (dedicate quest’anno al tema della ricchezza e della recessione), sarà il professor Stefano Zamagni, protagonista domenica pomeriggio dell’ultimo appuntamento con la rassegna riminese. Un tema, quello che affronterà Zamagni, di grande attualità.
Per il noto economista riminese, docente universitario a Bologna e membro dell’Accademia nazionale delle scienze (nonché autore di numerosi libri e saggi) questa crisi sta mettendo in luce, una ad una, tutte le debolezze dell’economia internazionale.
E un segno di preoccupante debolezza, anticipa Zamagni, è proprio «la diffusione a livello di cultura popolare dell’ethos (dell’etica) dell’efficienza come criterio ultimo di giudizio e di giustificazione della realtà economica». «Per un verso — continua Zamagni — ciò ha finito con il legittimare l’avidità, che è la forma più nota e più diffusa di avarizia, come una sorta di virtù civica. E per l’altro verso l’ethos dell’efficienza è all’origine dell’alternanza, ormai sistematica, di avidità e panico».
L’appuntamento con Stefano Zamagni è per domenica, alle 17, presso la sede dell’università di Rimini a palazzo Alberti. La partecipazione agli incontri di Meditazioni riminesi, come sempre, è gratuita.
foto by http://www.flickr.com/photos/alice_garbocci/