Coutts porta Sirena su Oracle «Promosso da... Luna Rossa»

Max Sirena


NELLA PROSSIMA America's Cup a due - quella 'imposta' a suon di carte bollate dagli americani di Oracle ai detentori svizzeri di Alinghi, su catamarani e in data ancora contesa - ci sarà anche Max Sirena: è ufficiale infatti l'ingaggio del riminese, famoso per le sue gesta su Luna Rossa, nel team di Oracle.

Come è partito e si è sviluppato questo passaggio?
«Ora è ufficiale e si può dire. Il tutto è iniziato l'anno scorso intorno a luglio. Facevo da tempo regate con Russell Coutts e mi aveva promesso che un giorno avremmo fatto la Coppa America insieme, mancava solo l'occasione giusta. Ora è si presentata».

Che cosa li ha convinti che Sirena è un n.1 e cosa si aspettano da te?
«Russell mi conosce da molti anni e sa cosa sono in grado di dare a un team. L'esperienza di Luna Rossa mi ha permesso di entrare nel team americano con un ruolo di dirigente, infatti sono responsabile di tutto il progetto alberi e sono uno dei quattro manager del sailing team, quindi grande soddisfazione ma molta responsabilità».

Eri e probabilmente sei molto legato a Bertelli. Come vi siete lasciati?
«Sì, gli sono molto legato, ho imparato molto da lui e soprattutto mi ha messo in condizione di essere stimato a livello internazionale. Gli anni passati con Luna Rossa, ben 11, sono stati fantastici nel bene e nel male, Luna Rossa è stata una seconda famiglia per me e i miei colleghi. Con Bertelli siamo in ottimi rapporti, tant'è vero che ci sentiamo quasi ogni settimana. E' una persona intelligente e quando ha saputo del mio passaggio ad Oracle è stato felice».

Che tipo è Larry Ellison, il patron di Oracle?
«L'ho conosciuto di persona poco dopo aver firmato il contratto. E' una persona carismatica e come a tutti i personaggi di quel livello non gli piace perdere».

Come passi le tue giornate a Valencia? Ci sono altri italiani in squadra?
«Siamo di base a Valencia e il team è operativo da settembre. Da gennaio poi il sailing team è attivo in acqua. In questo periodo stiamo navigando con catamarani di 40', 12 metri, per allenarci a questo nuovo modo di navigare veloce, molto veloce. La mia giornata tipo è palestra dalle 8 alle 9.30, poi ufficio e a giorni alterni navigo, ma in questi ultimi mesi ho viaggiato tanto nel mondo per regate e riunioni. Quando ho iniziato questa nuova avventura ci siamo divisi l'incarico di creare il sailing team in tre persone, io e due neozelandesi, oltre ovviamente a Russell Coutts. Ognuno di noi ha cercato portare dentro al team il meglio, quindi da Luna Rossa abbimo preso alcuni dei migliori elementi».

Fai già parte di un equipaggio, ti alleni e con quali imbarcazioni visto che per la prossima sfida, quando e chissà dove si farà, si parla di multiscafi?
«Ovviamente c'è un core group nel sailing team di cui faccio parte per la Coppa, ma oltre a questo ci sono una serie di barche con cui parteciperò alle più importanti regate quest'anno. Non sappiamo ancora quando e dove si terrà la prossima Coppa America, ma stiamo trattando con Alinghi e speriamo di avere notizie al più presto».

Come te la cavavi con l'inglese a scuola?
«Ma sono 15 anni che parlo praticamente solo inglese, direi che mi faccio capire!».

La tua 'casetta' di San Giovanni in Marignano ti manca?
«La mia casa a San Giovanni è finalmente finita e quando ho qualche giorno libero per le feste ne approfitto per andarci a rilassarmi, purtroppo troppo poco».

Visto che il tuo 'ufficio' è a prua, dove ti metteranno in un multiscafo? Sei sempre prodiere?
«Cercherò se sarò a prua di ricavarmi il mio spazio, il problema e che andando cosi veloce sarà difficile tenere in ordine».

Sei mai salito su un grande multiscafo? Che effetto fa? Ci sarà più spettacolo?
«In passato ho fatto qualche regata con grandi trimarani, è molto emozionante, un altro modo di navigare. Ovviamente è un peccato non fare una coppa convenzionale, con molti team, ma credo che sarà una spettacolo vedere questa sfida».
(foto di http://www.flickr.com/photos/pyrodonic)