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ll 'signore dello sport' al traguardo dei 90 anni. Le imprese di Arcangeli, padre della Libertas

Marcello Arcangeli

E' UNO dei padri dello sport riminese, Marcello Arcangeli, un uomo che dal lontano 1950, quando fondò la Polisportiva Libertas, si prodiga per far crescere impianti, consolidare le società, mantenere una sana attività di base. E ancora oggi, quando taglia il prestigioso traguardo dei suoi primi 90 anni, Marcello è pronto a dare suggerimenti, a battersi per quello che ritiene giusto.

«In ufficio adesso vado poco ? ammette Arcangeli ?. Tengo solo un po' di contabilità, però seguo la vicenda della pista di atletica e la ristrutturazione del pattinaggio. Provo a dare qualche consiglio?», si mostra come sempre discreto questo 'non personaggio' che ha fatto tanto, tantissimo per lo sviluppo della pratica sportiva sul territorio. Pur non avendo trascorsi da atleta. «Mi piaceva giocare a pallacanestro ? ricorda ?, ma dal '33 al '39, a causa di alcuni problemi economici in famiglia, sono stato costretto ad andare a lavorare come operaio. Poi c'è stata la guerra, dopo di che mi sono rimesso a studiare e a trent'anni mi sono diplomato in ragioneria». Lo sport è comunque una sua passione e così comincia a lavorare 'dietro le quinte', senza aver paura di inzaccherarsi le scarpe se c'è da organizzare una campestre nel fango. Ma di cosa va più orgoglioso, per tutto quello che ha fatto? «Quello che mi gratifica di più è l'affetto, la considerazione dei tanti ragazzi che sono passati da qui ? risponde ?. Quando ci incontriamo è sempre una festa, questa è la soddisfazione più grossa per me».

A A QUALE disciplina è più affezionato? « Mi risulta difficile fare distinzioni, in quegli anni c'erano alcune discipline che nascevano, noi abbiamo cercato di aiutarle tutte. Diciamo che come simpatia sono legato al gruppo dei pesisti, mi hanno insegnato cos'è l'umiltà, la fatica? Poi ricordo con piacere i ragazzi del baseball, un gruppo davvero esuberante. Non ho seguito troppo la pallacanestro, anche perché lì c'era già Gianmaria Carasso, ci pensava lui a mandare avanti tutto? Senza dimenticare la pallavolo, il pattinaggio? Ho avuto modo di conoscere tante persone degne di ammirazione». In una carriera di dirigente lunga come la sua ci sarà pure qualche rimpianto per un qualcosa che non è riuscito a fare? «Nel '54 era stata posta la prima pietra ed erano iniziati i lavori per il centro sportivo nella zona della vecchia fiera. Era un impianto importante, che prevedeva una pista di atletica e un campo da baseball, dei campi da tennis, una sala per i pesisti e un'altra palestra. C'eravamo adoperati per l'acquisto dell'area, poi a Roma le cose sono cambiate, i fondi non sono più arrivati e amen, non se n'è fatto più niente. Un vero peccato?».alb.cresc.

foto by http://www.flickr.com/photos/elfart

Tratto da Il Resto del Carlino del 22 Settembre 2008

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